L’albero del pane, così veniva chiamato il castagno, ha sfamato generazioni prima ancora che la parola sostenibilità entrasse nel vocabolario comune.Dal Medioevo fu la farine di castagne a permettere di combattere la fame nelle zone rurali d’Italia nei mesi freddi e durante le carestie. Giovanni Pascoli lo definì l’”Italico albero del pane”
L’albero del pane come cultura non solo coltura
Un presidio per una cultura intera. Il ventisei settembre, a Torino, in occasione di Terra Madre Salone del Gusto, Slow Food ha presentato ufficialmente il nuovo Presidio dedicato alla castanicoltura tradizionale. Non un marchio su un prodotto specifico, ma qualcosa di più ambizioso: la tutela di un intero sistema di saperi, pratiche agricole e paesaggi costruiti attorno al castagno nel corso dei secoli, insieme a vite, olivo e grano tra le piante che hanno plasmato l’economia e la cultura delle comunità rurali.
L’Italia “tutta” coinvolta
Dal Piemonte alla Campania, una filiera da ricucire. Il progetto, in questa prima fase, coinvolge una decina di produttori distribuiti in sette regioni, dal Piemonte alla Calabria, passando per la Campania. Sono gli stessi che nel 2021 avevano fondato la Rete Slow Food dei castanicoltori, mettendo a punto un manifesto comune. La scelta di non limitare il Presidio a una singola varietà locale, come accade di solito, è significativa: qui a essere protetta non è la pianta in sé, ma la filiera intera, dai castanicoltori ai mugnai, dai trasformatori fino agli chef, in un tentativo di ricucire un settore rimasto a lungo frammentato.
Una visione a lungo termine
Una scommessa sulle terre alte. Dietro l’iniziativa c’è una visione più ampia di Slow Food per la montagna, non più vista come area fragile da assistere ma come luogo capace di produrre futuro. Resta da capire se questa rete, ancora piccola, riuscirà a diventare un modello replicabile su larga scala, o se il rischio è quello di restare un simbolo virtuoso senza reale impatto economico per i castanicoltori, campani compresi, che vivono di questo lavoro tutto l’anno.





