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La statua del Dio Nilo nel centro storico partenopeo

La statua del Dio Nilo si trova nel largo corpo di Napoli, nel cuore del centro storico partenopeo. È una scultura di epoca greco-romana, tra il II e il III secolo d.C., quando numerosi egiziani, provenienti da Alessandria d’Egitto, si stabiliscono a Napoli. Le colonie arrivate in città vennero soprannominate dal popolo napoletano “le nilesi“, in onore del fiume Nilo.

Quindi, le colonie, decidono di costruire una statua dedicata al fiume della loro terra d’origine, appunto il Nilo, simbolo di prosperità e ricchezza.

La scultura raffigura il Dio Nilo come un vecchio barbuto seminudo, disteso sulle onde del fiume, con i piedi vicino alla testa di un coccodrillo, simbolo dell’Egitto, la quale non è più visibile e con il braccio sinistro appoggiato su una sfinge e con la mano destra regge una cornucopia.

Purtroppo questa è una statua che ha ricevuto, nel corso dei secoli, diversi sabotaggi. Verso la metà del XIII secolo, la statua è stata ritrovata con la testa mancante. Abbandonata di nuovo, La scultura viene riscoperta nel XV secolo, secondo Bartolomeo Capasso, durante dei lavori di demolizione destinati all’antico edificio del seggio del Nilo.

Essendo senza testa, la scultura è stata interpretata erroneamente come una figura femminile, scambiando i putti per bambini che si nutrono del latte materno. Nel 1549, secondo Benedetto Del Falco, l’opera simboleggia la città madre che nutre il proprio popolo e da qui nacque Cuorpo ‘e Napule.

Solo nel 1657, grazie alle famiglie del seggio, si è deciso di restaurare la scultura. Bartolomeo Mori ha posto sul corpo una testa di un uomo barbuto, nella sua mano la cornucopia, le teste della sfinge e del coccodrillo e i vari putti.

Dopo altri sabotaggi nel corso dei secoli e i furti di alcuni putti e della testa, avvenuti dopo la Seconda Guerra Mondiale, i pezzi sono stati venduti probabilmente al mercato nero. Solo nel 2013, il Nucleo Tutela, Patrimonio Artistico dei Carabinieri ritrova la testa dell’uomo barbuto in Austria. Esattamente sette anni fa, dopo qualche mese di restauro, la statua è stata inaugurata al pubblico.

Ogni scultura ha la propria storia, l’opera dedicata al Dio Nilo ha un trascorso un po’ burrascoso. Si erge maestoso in uno dei quartieri più popolari di Napoli, ammirata da tutti, ma non tutti conoscono la sua vera storia.