La canzone napoletana è conosciuta in tutto il mondo, testi stornellato da tutti, bambini, uomini, donne, al di là di ogni confine.
Proprio a questo sarà dedicato l’evento “Campioni del mondo” (non calcisticamente parlando) Italia loves UNESCO, in programma il 5 giugno all’Arena di Verona e trasmesso in diretta su Rai uno.
Alla manifestazione parteciperanno 100 delegati UNESCO provenienti da diversi Paesi, accompagnati dall’ambasciatore Liborio Stellino. L’iniziativa intende celebrare il recente riconoscimento della lirica e della cucina italiana, oltre a promuovere la candidatura della canzone napoletana classica come patrimonio dell’umanità.
Lo scorso 24 febbraio 2026 la Commissione Cultura della Camera dei Deputati ha approvato una risoluzione che impegna il Governo italiano ad “avviare, per il tramite del Ministero della cultura, in collaborazione con le istituzioni territoriali e culturali competenti, le procedure necessarie per la presentazione della candidatura della musica classica napoletana alla lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità UNESCO”. Ovviamente si parla del riconoscimento della musica tradizionale napoletana come patrimonio UNESCO.
Per quanto concerne la tipologia musicale, il repertorio scelto, ancora non è chiaro. Quando si parla di musica napoletana l’ambito di riferimento è molto ampio, il riconoscimento sarà valido per tutte le categorie? Ancora non si sa. Nelle premesse al documento ufficiale sembrerebbe essere indirizzati esclusivamente verso la musica tradizionale, ma non è certo.
Sicuramente la musica napoletana rappresenta un patrimonio autentico e distintivo, importantissimo per tutto il Paese e non solo Napoli. Il significato e il senso morale vanno ben oltre i confini, ampliando ulteriormente lo spirito di appartenenza.
Ad oggi l’Italia ha ottenuto diversi riconoscimenti UNESCO per elementi culturali immateriali come l’arte del pizzaiolo napoletano, l’opera dei pupi siciliani, il canto a tenore sardo, e altri.
All’Arena di Verona saranno allestiti due set, uno affidato alla conduzione di Milly Carlucci, con lo show che alternerà celebri arie d’opera italiane e canzoni napoletane classiche, e uno fuori dall’anfiteatro con Paolo Belli a raccontare una grande cena popolare allestita per molti invitati tra cui i lavoratori dell’Arena.
Cinquecento gli artisti coinvolti, con l’Orchestra, il Coro e il corpo di Ballo dell’Arena, ci saranno star come Plácido Domingo (insieme a Serena Autieri canterà Dicitencello Vuje), Vittorio Grigolo (‘O sole mio), Gigi D’Alessio (‘O surdato ‘nnammurato), Sal Da Vinci (Tu ca nun chiagne), Serena Rossi (Era de maggio), Massimo Ranieri (Te vojo bene assaje) e Patti Smith, grande amante dell’opera italiana e in particolare di Puccini, che canterà Because the Night in versione sinfonica. Gianni Morandi intonerà Caruso, celebre brano di Lucio Dalla legato a Napoli. Renzo Arbore ha accettato di coordinare il comitato per la candidatura della canzone partenopea a patrimonio Unesco.





