22.6 C
Napoli
venerdì, 30 Settembre 2022

L’ America protesta: “non posso respirare”

Da non perdere

Aumentano le proteste in America contro ogni forma di razzismo e discriminazione. Nelle ultime ore, infatti, si stanno tenendo diverse manifestazioni nelle principali città degli Stati Uniti, scandite dagli slogan “Black Live Matter” e “I can’t breathe”.

Le manifestazioni  in America

Le marce, tenutesi da Minneapolis a  New York, sono animate da un rito molto particolare, la folla si è inginocchiata per 8 minuti e 42 secondi; proprio il tempo impiegato dal poliziotto di Minneapolis per uccidere George Floyd.

Inoltre a Washington si sta tenendo la manifestazione più attesa. In questa città la lotta al razzismo viene vissuta in contrapposizione al presidente Donald Trump. Per questo motivo più di 6000 persone stanno partecipando alla protesta a Lafayette Plaza, nei pressi della Casa Bianca, che vanta una protezione senza precedenti.

Le proteste, portate avanti pacificamente, proseguiranno nel pomeriggio, fino alla sera. Le adesioni sono incoraggiate dai social, sui quali è partito l’hashtag #1MillionDCSaturday; sulla questione è intervenuto Peter Newsham, capo del distretto di polizia della Columbia, che ha dichiarato: “l’evento sarà uno dei più importanti e significativi svolti finora in America”.

Anche New York fa sentire la sua voce, la città si è mobilitata con una marcia sul ponte di Brooklyn, verso Manhattan e passando per la sede del comune, dove si trovano gli uffici del primo cittadino, Bill De Blasio. Anche Buffalo e Tacoma partecipano alle proteste, in queste città si sono verificati altri casi di violenza operata dalla polizia.

Il caso di Manuel Ellis

Nello specifico a Tacoma si è verificato un episodio simile a quello accaduto a George Floyd. Il 3 marzo Manuel Ellis, un giovane afroamericano, è stato aggredito da un gruppo di poliziotti. La scena è stata ripresa da una donna che si trovava sul posto. Durante il pestaggio, Ellis supplicava usando la stessa frase di Floyd: “non posso respirare”.

Intanto il presidente Donald Trump, chiuso da giorni alla casa bianca, vive con disappunto l’aumento delle manifestazioni in America, poiché sa che avranno un impatto sulle sue possibilità di essere rieletto. Tuttavia le dichiarazioni riportate dal presidente americano aumentano il clima di rabbia e insofferenza generale; tra le tante resta celebre quella rilasciata a maggio: “Oggi è un grande giorno per George Floyd. Lui ci guarda dal paradiso e sta lodando l’economia americana”. 

Le morti di George Floyd, Manuel Ellis e di innumerevoli cittadini afroamericani, testimoniano la necessità di manifestare per una società che assicuri ai suoi cittadini una vita basata sui valori dell’uguaglianza e della dignità.

image_pdfimage_print

Ultimi articoli