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Kasparov VS Deep Blue: lo scacco matto del 1996

Garry Kasparov nato a Vajnštejn, è uno scacchista e attivista russo con cittadinanza croata, fino al 1991 sovietico.

Grande maestro, fu campione del mondo dal 1985 al 2000.

Avendo conquistato il titolo a 22 anni e 210 giorni è il più giovane ad aver ottenuto il titolo iridato assoluto.

Deep Blue era un computer prodotto dall’IBM, progettato appositamente per giocare a scacchi.

La famosa partita del 10 febbraio 1996

È la prima volta in assoluto che un essere umano sfida a scacchi un computer in una partita ufficiale.

Lo scontro Kasparov VS Deep Blue consiste di 6 partite, esattamente come un match classico.

Vince chi totalizza più punti: 1 punto per lo scacco matto, mezzo punto per il pareggio, 0 punti per una sconfitta.

I giocatori prendono a turno il bianco ed il nero, per assicurare la maggiore equità possibile.

Deep Blue vince la prima partita. Kasparov vince la seconda.

Le due successive finiscono in pareggio. La quinta viene vinta da Kasparov.

Se Deep Blue vincerà la sesta partita, l’incontro finirà pari.

Però perde: il computer non è riuscito a battere l’uomo a scacchi.

Nel 1997 la IBM potenzia Deep Blue e viene giocato il secondo match Kasparov VS Deep Blue, stavolta a New York.

Kasparov porta a casa una vittoria alla prima partita.

Deep Blue vince la seconda, siamo pari. Le successive 3 partite finiscono pari: il genere umano si gioca tutto nella partita finale.

Kasparov, con grande sorpresa di tutti, perde ed accusa la IBM di aver affiancato degli esseri umani a Deep Blue (i creatori Hsu e Murray Campbell).

La IBM nemmeno si prende la briga di rispondere.

Nel 2003 è stato realizzato un documentario che ha sostanzialmente confermato i sospetti dello scacchista.

La vittoria di Deep Blue come una manovra della IBM per aumentare il suo valore azionario.

Il computer riesce a valutare un numero enorme di possibili mosse in una frazione di secondo.

Per ogni mossa valutata calcola subito anche come potrebbe finire tutta la partita, e sceglie la mossa migliore.

Kasparov aveva capito che il modo per battere un computer era spiazzarlo, fare qualcosa che gli impedisse di pianificare una strategia vincente.

Ha perso solo perché Deep Blue ha valutato molte più mosse di lui.

Dora Caccavale
Dora Caccavale
Nata a Napoli (classe 1992). Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Autrice del libro "Lettere di Mattia Preti a Don Antonio Ruffo Principe della Scaletta" AliRibelli Editore. Organizzatrice di mostre ed eventi artistici e culturali. La formazione rispecchia il suo amore per l'arte in tutte le sue forme. Oltre alla storia dell'arte ha infatti studiato, fin da bambina, danza e teatro. Attualmente scrive per la testata XXI Secolo.