Siamo ormai giunti al ventisettesimo giorno di conflitto, scandito ancora una volta dai bombardamenti russi. Una zona residenziale nel Nord-Ovest di Kiev è stata colpita da un raid questa mattina, che ha provocato quattro feriti. Due bambini sono invece deceduti a Rubizhne, una granata russa è esplosa al quinto piano di un condominio ferendo mortalmente gli occupanti dell’appartamento.
La vita dei bambini stravolta dalla guerra
La loro vita è stata stravolta dall’invasione, la loro quotidianità distrutta dalla brutalità dei bombardamenti. Quelli stamattina sono solo gli ultimi di una lista di bambini strappati alla vita dalla guerra. Secondo il procuratore generale ucraino ad oggi sono 121 quelli caduti tra le vittime del conflitto, altri 167 sono rimasti feriti.
Dall’inizio del conflitto oltre 3,5 milioni di ucraini hanno lasciato il paese, di questi 1,5 milioni sono bambini, spesso accompagnati dalle madri o nel peggiore dei casi affidati ai corridoi umanitari diretti verso i paesi confinanti. L’Unicef ha messo in guardia sull’importanza di salvare i bambini dai conflitti, che sono protetti dal diritto umanitario internazionale.
“Il conflitto in Ucraina sta causando massicci sfollamenti e flussi di rifugiati, tutte condizioni che potrebbero causare un forte aumento della tratta di esseri umani e una grave crisi nella protezione dei bambini“, ha affermato Afshan Khan, direttore regionale dell’Unicef per l’Europa e l’Asia centrale.
“I bambini sfollati corrono un rischio maggiore di essere separati dalle loro famiglie, sfruttati e trafficati. Hanno bisogno che i governi della regione intervengano e mettano in atto misure per tenerli al sicuro“





