giovedì 18 Aprile, 2024
14 C
Napoli
spot_img

Articoli Recenti

spot_img

L’insostenibile leggerezza dell’etere.

Il futuro è qui, è oggi, eppure noi cinquantenni che siamo stati forgiati a pane ed analogico, abbiamo vissuto direttamente la televisione in bianco e nero e siamo sopravvissuti ad una vita da bambini senza merendine, combattendo la fame naturale degli adolescenti con il pane “spugnato” con sopra lo zucchero, non ce ne siamo ancora resi conto.

E stata così naturale la conquista della nostra quotidianietà da parte della tecnologia, che noi schiavi dei gettoni telefonici negli anni ottanta, non ci si rende conto che adesso possiamo in ogni momento vedere amici e parenti dall’altra parte del globo terrestre, solamente alzando la mano e smanettare per pochi secondi sul nostro smartphone. Una cosa meravigliosa, è chiaro, ma che rischia di prenderci troppo e farci sottovalutare gli effetti distruttivi che un uso non saggio ed improprio può avere sulla nostra esistenza. Ci sono ad esempio studi approfonditi da parte di psicologi e psicoterapeuti che hanno esaminato il nuovo status dei rapporti interpersonali nella nostra società ed hanno constatato nuove psicopatologie legate ai rapporti “social” che tendono ad atrofizzare i tentativi di inter-relazionarsi nella vita di tutti i giorni, ad esempio, con il vicino di casa o con la persona che abbiamo davanti a noi nella fila alla posta. Una notevole spigliatezza alla tastiera può fare da contraltare ad un atteggiamento timido quando ci si ritrova in mezzo alla gente che col tempo può avere un effetto letale per la propria autostima, non potendo sicuramente bastare alla nostra crescita intellettiva l’isola felice (o infelice che sia) nella quale ci si confina. I pericoli che sono tangibili per gli adulti diventano potenzialmente ancora più gravi per i piccini che nel mare sconfinato del web hanno a portata di mouse cose meravigliose ma anche terribili. La personalità non ancora formata dei giovanissimi potrebbe essere distorta dal mondo virtuale e portare, nella peggiore delle ipotesi, oltre a problemi di integrazione con i pari età, ad una dipendenza legata all’alienazione da quello che fino ad un certo punto era il mondo reale che li circondava. Le sempre-presenti minacce legate al “cyber-bullismo”, alla pornografia e agli adescamenti pedofili completano lugubramente il ventaglio dei pericoli, tangibili, nei quali i nostri figli possono incorrere tra le “sicure” mura domestiche della loro cameretta. I sintomi di un rapporto non sano con la rete sono da ricercare principalmente in una mancanza di interessi per le attività che non riguardano internet e nella incapacità di ridurne l’abuso che fanno da prologo a successive fasi che possono far sprofondare i soggetti in un vortice che può portare anche a grosse perdite finanziarie nel caso dei giochi d’azzardo, con successive crisi depressive e disordini psichiatrici. Insomma, uso corretto meraviglioso, uso scorretto disastroso e spesso il confine che separa l’uno dall’altro è molto sottile. La parola d’ordine? Buonsenso! Non dovrebbe tradirci.