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Charlie Puth debutta in Italia e parte da Pompei

Dall'Anfiteatro degli Scavi di Pompei, il debutto del Whatever's Clever! World Tour dell'artista e musicista statunitense Charlie Puth

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Charlie Puth a Pompei
Charlie Puth a Pompei

Quello di Charlie Puth a Pompei è stato il quarantaquattresimo show del suo Whatever’s Clever! World Tour, ma anche il primo in assoluto dell’artista in Italia. Un debutto arrivato in una delle cornici più suggestivi possibili, l’Anfiteatro degli Scavi, capace di sorprendere persino lo stesso cantante.

La serata è iniziata da molto prima. Infatti, gli spettatori hanno avuto la possibilità di visitare una parte del museo degli Scavi di Pompei grazie al biglietto dedicato, vivendo un’esperienza che ha unito patrimonio storico e musica contemporanea.

A rompere il ghiaccio sul palco è stato Bradley Simpson, ex frontman dei The Vamps, che ha scaldato il pubblico con il suo set nell’attesa. Alle 22 circa Charlie Puth ha fatto il suo ingresso sul palco con pochi minuti di ritardo rispetto all’orario previsto. La prima cosa che ha fatto è stata chiedere scusa, spiegando quanto per lui sia importante rispettare la puntualità e il pubblico presente.

Chi conosce Charlie Puth sa che dietro il produttore perfezionista e il musicista di talento assoluto si nasconde una personalità timida e profondamente autoironica. Sul palco di Pompei lo ha dimostrato più volte, definendosi con un sorriso un semplice “American silly boy“. Un modo per instaurare un rapporto diretto con i fan, senza filtri e senza costruzioni, proprio come piace a lui.

La scaletta ha attraversato alcune delle sue hit più famose e amate: How Long, We Don’t Talk Anymore, See You Again, One Call Away, Attention eDone For Me

Il momento che probabilmente resterà impresso nella memoria di chi era presente è ciò che è accaduto tra il palco e la platea. Fin dalle prime esibizioni Charlie ha notato il pubblico seduto in modo ordinato sulle sedie in platea e sulle gradinate. Con naturalezza ha invitato tutti ad alzarsi e a viversi il concerto in piedi per ballare, ma la sicurezza è intervenuta poco dopo chiedendo agli spettatori di sedersi ai propri posti.

Dal palco, il cantante ha osservato la scena e tra una canzone e un’altra è intervenuto. Si è scusato con la security intonando per loro una canzone improvvisata, precisando il semplice svolgimento del loro lavoro. Allo stesso tempo, però, durante le prime note di Done For Me, ha rivolto nuovamente l’invito al pubblico: alzarsi, ballare e semplicemente trascorrere un momento di felicità. Questa volta la platea ha risposto compatta e la sicurezza, compresa la situazione, ha deciso di accompagnare quel momento senza irrigidirsi ulteriormente.

Tra tutte, See You Again, celebre grazie alla saga di Fast and Furious, ha regalato uno dei quadri più emozionanti della serata. L’Anfiteatro si è illuminato con centinaia di torce accese dagli spettatori. Persino gli steward si sono lasciati coinvolgere, canticchiando il ritornello di una delle ballad più iconiche della musica contemporanea.

Il suo saluto finale è stato un invito. Prima di lasciare il palco, Charlie Puth ha chiesto ai presenti di tornare a casa e creare arte. Qualsiasi tipo: scrivere una canzone, dipingere, fotografare, qualsiasi forma espressiva possibile. Perché, ha ricordato, il mondo, soprattutto in questo momento storico, ha propio bisogno di arte. 

E forse è propio questo il ricordo più bello lasciato dal suo debutto a Pompei: non soltanto le hit cantate insieme alla platea, ma la sensazione che, almeno per una sera, la musica abbia davvero costruito un dialogo tra un artista e il suo pubblico.