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Biofeedback: un trattamento per combattere lo stress

Grazie al Biofeedback, con un percorso caratterizzato da varie sedute di training, chiunque, può imparare a riconoscere, utilizzare e modificare i propri parametri biologici per equilibrare lo stato psicofisico.

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Biofeedback: un trattamento per combattere lo stress
Biofeedback: un trattamento per combattere lo stress

Il Biofeedback, ancora in fase sperimentale, è spesso descritto come un vero e proprio allenamento, nel corso del quale il paziente ha un ruolo attivo e consapevole.  

Secondo gli studiosi, un aspetto importante per vivere bene ed in salute, oltre ovviamente alle regole basilari (dall’alimentazione allo sport) è una corretta interazione con il mondo esterno, ossia con la realtà da cui siamo circondati; a ciò si aggiunge quella che è definita “presa di coscienza” (di se stessi ovviamente) attraverso dei feedback di ritorno.

Solitamente il modo con il quale l’uomo si rapporta all’ambiente esterno è piuttosto spontaneo, ma è possibile notare alcuni fattori, fisiologici e psichici, che sottolineano un concetto legato al trattamento mediante Biofeedback.

Tale metodologia rende possibile applicare una serie di “convenzioni”, anche quando i processi da modificare sono automatici, come nel caso della frequenza cardiaca, o della respirazione. 

Dopo una corsa all’aperto, ad esempio, è possibile percepire il battito del cuore accelerato, o provare dolore in qualche parte del corpo. Quando la persona percepisce questi segnali può agire per modificarli.

Il trattamento si compone di diverse sedute, durante le quali saranno poi applicati tutti i protocolli di training propri del Biofeedback.

Che cos’è il Biofeedback?

Nato in America negli anni Sessanta e sviluppatosi anche in Italia, soprattutto negli ultimi tempi, esso è volto all’apprendimento dell’autoregolazione, grazie al quale, un individuo può imparare ad influire e quindi gestire, sia le risposte fisiologiche (involontarie) sia quelle controllabili, ma che sfuggono ai meccanismi regolatori, a causa di una malattia o di un evento traumatico. 

Attraverso il Biofeedback una persona può migliorare le proprie prestazioni fisiologiche, prendendo consapevolezza sia degli stimoli incontrollati, sia delle proprie funzioni corporee.

Nella maggior parte dei casi, oltre alle sensazioni e agli impulsi consci e non, che l’uomo prova e sul quale impara grazie a questo processo a riconoscere, vi sono degli indicatori che fungono da “campanello di allarme”; tra questi: tensione muscolare, conduttanza elettrica cutanea, frequenza cardiaca, dilatazione dei vasi sanguigni periferici.

Assumendo il controllo di se stessi, si potranno svolgere a una serie di esercizi, selezionati in base a bisogni specifici, che permetteranno di ridurre lo stress, soprattutto cardiovascolare, favorendo l’equilibrio psico-fisico.

Sottolineiamo che il Biofeedback è un metodo assolutamente non invasivo, di natura non farmacologica e privo di effetti collaterali.

Spesso è consigliato da un medico per il trattamento di patologie non croniche e non gravi, tra le quali il mal di testa, stress, ansia, dolori muscolari lievi.

Infine, è importante ricordare che secondo la classificazione del National Institute of Health – USA, grazie agli interventi di Biofeedback, il paziente può avere un ruolo attivo nel processo di guarigione.