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domenica, 28 Novembre 2021

Afghanistan senza un governo: continua la lotta nel Panshir

Rinviato nuovamente alla settimana prossima la formazione del nuovo governo.

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Anna Borriello
Scrivo per confrontarmi col mondo senza ipocrisie e per riflettere sul rapporto irriducibile che ci lega ad esso.

I talebani hanno rinviato ancora una volta la formazione del nuovo governo in Afghanistan. Il portavoce Zabiullah Mujahid, citato dai media internazionali, annuncia il rinvio alla prossima settimana.

Da quando i talebani hanno preso il controllo di Kabul, il 15 agosto, la formazione del governo è stata rinviata due volte. Nel contempo, festeggiano la conquista della regione ribelle del Panshir che, a detta dei talebani, sarebbe adesso sotto il loro controllo.

Il capo della resistenza nel Panshir, Ahmad Massoud, invece ha dichiarato: “non rinunceremo mai a lottare”.

Secondo una fuga di notizie risalente a ieri, il capo della resistenza nel Panshir sarebbe fuggito in Tagikistan. Oggi, però, il figlio del cosiddetto ‘Leone del Panshir’ ha pubblicato un messaggio da parte del generale su Facebook.

Il messaggio recita: “non rinunceremo mai alla lotta per la libertà e per la giustizia“. Incalza, poi, secondo quanto riportato da Tolo News: “la lotta in Panshir e ad Herat, con le nostre coraggiose sorelle, dimostra che il popolo non ha rinunciato a rivendicare i suoi diritti e non teme nessuna minaccia“.

Intanto i talebani rifiutano l’ipotesi di una collaborazione con il Pentagono. Inamullah Samangani, membro della commissione culturale dei talebani, dichiara: “siamo pienamente preparati a garantire la sicurezza dell’Afghanistan. Non abbiamo bisogno della cooperazione degli Stati Uniti o di nessun altro paese in questo senso“.

Continua la manifestazione delle donne in Afghanistan: fermate con lacrimogeni a Kabul

Un gruppo di donne attiviste afgane scende nuovamente in piazza, a Kabul, per chiedere l’inclusione nel futuro governo dei talebani e il rispetto dei loro diritti. Sul tema sono già state registrate, nei giorni scorsi, proteste a Herat e nella stessa Kabul.

I talebani, infatti, hanno già annunciato che nel loro governo le donne non potranno avere ruoli di rilievo. Secondo quanto dichiarato dai talebani, le donne non perderanno tutti i loro diritti come accadde nella prima esperienza del 2001, nel cosiddetto Emirato Islamico, ma non avranno ruoli di rilievo né la possibilità di lavorare. Sostengono che la sharia, la legge islamica, sarà una linea rossa dalla quale non intendono allontanarsi.

La manifestazione si è conclusa con degli scontri. I talebani hanno fatto ricorso ai gas lacrimogeni per non permettere l’avanzata del corteo di donne.

 

 

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