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mercoledì, 8 Dicembre 2021

Mozart suona il basso elettrico: il Requiem rivisitato

Da sempre è una storia di grande charme ed attrattiva, quella legata all’ultima composizione di W. A. Mozart, quel Requiem in re minore K 626 interrotto dalla morte prematura del compositore, lasciato incompiuto ed avvolto nel mistero di una enorme varietà di leggende.

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La Messa di Requiem in Re minore K 626 è l’ultima straziante composizione di Mozart, rimasta incompiuta per la prematura morte del compositore avvenuta il 5 dicembre 1791. Venne seguentemente completata da Franz Xaver Sussmayr.

Mozart non fece in tempo a portarla a termine: giunse alla stesura delle prime otto battute, legate alla parte vocale del Lacrimosa e, si dice, lasciando appunti sparsi.

Le leggende non tardarono ad arrivare.

Stendhal, che fu tra i primi ad alimentarle, narrò di un misterioso committente che si presentò nel pieno della notte a casa di Mozart, incaricandolo di comporre in quattro settimane una messa da requiem in tempi piuttosto rapidi, offrendogli 50 ducati. Quindici anni più tardi, la leggenda fu ripresa e riadattata da Aleksandr Puŝkin in un dramma teatrale, e successivamente vi si adoperò il drammaturgo Peter Shaffer.

Tuttavia il caso più celebre appartenne al regista Milos Forman col film Amadeus (1984).

In realtà, il mandante era Franz von Walsegg zu Stupbach, un nobile che aveva impetrato Mozart di dare forma ad una messa da requiem, che poi lui avrebbe millantato come propria.

Alla morte di Mozart, Constanze, la moglie vedova, commissionò il completamento della partitura a tre allievi del coniuge defunto: Joseph Eybler, Franz Freistadler e Franz Xaver Süssmayr. Rifinito quasi sicuramente nel marzo del 1792, il Requiem fu ritenuto per un lungo periodo un’opera del solo Mozart, principalmente perché la calligrafia di Süssmayr risultava essere molto somigliante a quella di Wolfgang.

Mozart Rivisitato e Co. al Festival MiTo

Il 22 Settembre ritorna a Torino nella Chiesa di San Filippo, ed il giorno seguente a Milano, al Teatro del Verme, l’Orchestra l’ensemble vocale laBarocca diretti da Ruben Jais, commissionata all’autore ispanico David Del Puerto fin dalla 15ª edizione del Festival MiTo, con la direzione artistica di Nicola Campogrande, il quale proporrà 126 concerti dall’8 al 26 settembre 2021.

Si tratterà di una nuova versione finale del Requiem con chitarra e basso elettrici.

Nicola Campogrande,che mi ha commissionato la scrittura di una nuova strumentazione dei finali del Requiem, conosceva già il mio lavoro. Per esempio nel 2015 a Torino è stato eseguito un mio oratorio per voce recitante, coro di voci bianche e archi — per l’occasione furono quelli della Filarmonica cittadina —, dedicato a Don Giovanni Bosco, per ricordare i 200 anni della nascita del santo“, ha commentato David Del Puerto. “L’idea era quella di aggiungere alla partitura originale un massimo di quattro strumenti“.

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