Filiera in ostaggio è la fotografia più onesta di ciò che accade da settimane nel Mezzogiorno. Da inizio ottobre autotrasportatori e agricoltori bloccano strade, autostrade e porti in Puglia, Calabria, Basilicata, Campania e Sicilia contro il caro carburanti. Le istituzioni se ne sono accorte solo quando i distributori sono rimasti a secco e gli scaffali hanno cominciato a svuotarsi.
Filiera in ostaggio il raccolto che marcisce
L’ortofrutta non aspetta i tavoli di trattativa. Confagricoltura parla di danni potenzialmente irreversibili e di prodotti freschi distrutti, tra melanzane, pomodori e zucchine. In Sicilia si stimano fino a 50 milioni di euro di perdite in cinque giorni, tra mancate vendite e merce deteriorata. Su scala nazionale il settore ortofrutticolo parla di centinaia di milioni di euro di danni già accumulati e di oltre 40 mila tonnellate di kiwi a rischio distruzione. Nella Piana di Gioia Tauro, denunciano le aziende agricole, ogni ora che passa aumenta il rischio di danni gravissimi. Ogni cassa gettata è lavoro di mesi finito in discarica, e nessun comunicato ministeriale la rimetterà sul mercato. Intanto i mercati all’ingrosso arrancano e la grande distribuzione campana riceve rifornimenti a singhiozzo.
La filiera paga due volte
Qui sta lo scandalo vero. Chi coltiva e chi trasporta protesta contro un costo del gasolio che strozza entrambi, e poi si ritrova a pagare anche il blocco che ne è la conseguenza. Perfino il Consorzio florovivaisti campani, schierato con gli autotrasportatori, chiede che almeno le merci deperibili possano transitare. Salvini, intanto, definisce illegali i blocchi, mentre le risposte vere slittano all’incontro del 27 ottobre. Si aspetta che il danno diventi emergenza, come sempre, per intervenire a cose fatte, con un tavolo convocato quando il raccolto è già nei cassonetti. Chi governa ha avuto settimane per capire che il gasolio a certi prezzi avrebbe presentato il conto, e ha preferito non guardare.
Il Sud non chiede favori. Chiede che chi governa smetta di scoprire i problemi quando bloccano le strade, e cominci a prevenirli quando pesano solo sulle tasche di chi lavora la terra.





