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Ghosts su Netflix: nella casa infestata si litiga anche per la TV

Ghosts su Netflix con la quinta stagione: trama, cast e curiosità della commedia di Woodstone, dove vivi e fantasmi condividono una casa.

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Ghosts su Netflix: nella casa infestata si litiga anche per la TV
Immagine generata con l'AI

La quinta stagione di Ghosts è arrivata su Netflix in Italia il 16 ottobre 2026, insieme alla quarta. Si torna così a Woodstone Mansion, dove un vichingo segue i reality, un ufficiale della Guerra d’indipendenza americana soffre per la celebrità di Alexander Hamilton e una signora dell’Ottocento continua a pretendere che tutti si comportino secondo le sue regole.

I proprietari della casa vorrebbero gestire un bed and breakfast. I fantasmi che la abitano hanno parecchio da ridire, su questo progetto e su quasi tutto il resto. Dopo secoli trascorsi insieme, conoscono le debolezze altrui e sanno esattamente come provocarsi. L’arrivo di qualcuno capace di ascoltarli rimette in discussione le abitudini della casa.

Ghosts: l’eredità di Sam e Jay

Samantha e Jay Arondekar vivono a New York quando lei eredita una grande proprietà in campagna, nello stesso Stato. Sam, interpretata da Rose McIver, lavora come giornalista freelance; Jay, al quale dà volto Utkarsh Ambudkar, è uno chef. Decidono di trasferirsi e trasformare la dimora in una struttura ricettiva, anche se i lavori necessari promettono di assorbire buona parte dei loro risparmi.

Nella tenuta, però, sono rimasti gli spiriti di persone morte lì in epoche diverse. La prospettiva di ritrovarsi circondati da operai e clienti li preoccupa. Provano ad allontanare i nuovi arrivati, ma spaventare qualcuno è complicato quando quasi nessuno riesce a vederti e muovere un oggetto richiede uno sforzo enorme.

Poi Sam cade dalle scale e rischia di morire. Quando si riprende, scopre di poter vedere e sentire i fantasmi.

Da quel momento, gli abitanti di Woodstone hanno finalmente a chi rivolgersi. Sam diventa la destinataria di richieste accumulate per anni, domande sul presente e discussioni nelle quali viene coinvolta anche quando avrebbe altro da fare. Intanto bisogna aprire il bed and breakfast: le spese continuano ad arrivare, indipendentemente da chi occupa le stanze.

Un vichingo davanti ai reality

Gli otto fantasmi principali di Ghosts conservano l’aspetto che avevano al momento della morte, ma possono ritrovarsi a discutere per un programma televisivo. Succede a Thorfinn, il rumoroso vichingo dell’XI secolo interpretato da Devan Chandler Long, e a Sasappis (Román Zaragoza), narratore Lenape del Cinquecento: guardare una puntata senza aspettare l’altro può incrinare anche un’amicizia secolare.

Sasappis osserva i coinquilini con sarcasmo, mentre mostra più esitazioni quando deve parlare dei propri sentimenti. Hetty Woodstone (Rebecca Wisocky), ricca donna dell’Ottocento e antenata di Sam, cerca di conservare la propria autorità e fatica ad accettare i cambiamenti nelle abitudini femminili. Il capitano settecentesco Isaac Higgintoot (Brandon Scott Jones) vorrebbe invece il riconoscimento storico che ritiene di meritare: sapere che Alexander Hamilton ha persino un musical tutto suo alimenta la sua irritazione.

Trevor Lefkowitz (Asher Grodman), ex uomo della finanza, indossa giacca e cravatta, ma è senza pantaloni. Pete Martino (Richie Moriarty) conserva la divisa da caposcout e una freccia nel collo, insieme a un ottimismo che resiste quasi a tutto. Completano il gruppo Alberta Haynes (Danielle Pinnock), cantante dell’epoca del Proibizionismo desiderosa di essere ascoltata e apprezzata, e Flower (Sheila Carrasco), hippie degli anni Sessanta i cui ragionamenti possono prendere direzioni imprevedibi

Attraversare un muro è facile. Premere un tasto molto meno

La vita quotidiana degli spiriti di Ghosts dipende da possibilità e limiti che la serie fa conoscere poco alla volta. Possono attraversare porte e pareti, ma camminano sul pavimento e si siedono sui mobili. Qualche volta sono loro stessi a chiedersi perché.

Gli autori usano queste apparenti contraddizioni anche per costruire le battute. In fondo, chi vive a Woodstone ha avuto molto tempo per interrogarsi sul funzionamento della propria condizione, senza necessariamente trovare una risposta.

Intervenire sugli oggetti è generalmente fuori dalla loro portata. Trevor riesce a muoverne alcuni attraverso una forte concentrazione: un gesto banale per un vivo, come premere un tasto, può richiedergli un impegno considerevole. Thorfinn può interferire con l’elettricità. Altre capacità emergono nel corso delle stagioni e aprono possibilità nuove, anche rispetto al legame degli spiriti con il luogo della morte.

Restano poi alcuni piaceri accessibili. I fantasmi sentono il profumo del cibo, pur senza poter consumare normalmente un pasto. Avere uno chef in casa diventa quindi interessante anche per chi non mangerà ciò che prepara.

La televisione occupa parecchio tempo nelle giornate dei fantasmi di Ghosts. Per accenderla e scegliere un programma, però, serve una collaborazione con i vivi. Sam scopre presto che rendersi disponibile una volta può creare aspettative molto durature.

Jay e le amicizie invisibili di Ghosts

Jay crede alla moglie e vorrebbe conoscere i fantasmi. Di solito non riesce a vederli né a sentirli, ma ascolta con interesse quello che Sam gli riferisce. Può persino mostrarsi un po’ invidioso della sua capacità di parlare direttamente con loro.

Joe Wiseman ha raccontato che questa apertura è stata importante nella costruzione del personaggio. Jay desidera partecipare alla vita della casa, anche quando deve ricostruire una conversazione attraverso le risposte della moglie.

L’amicizia con Pete nasce anche da un interesse comune: Dungeons & Dragons, il gioco di ruolo nel quale i partecipanti costruiscono un’avventura attraverso personaggi, regole e decisioni condivise. I due possono giocarci grazie alla mediazione di Sam. Organizzare una partita diventa un modo concreto per frequentarsi, pur con tutte le difficoltà del caso.

La stessa scena assume così due significati diversi. Sam può trovarsi circondata da persone che parlano contemporaneamente; Jay vede soltanto lei e aspetta di capire perché stia ridendo, protestando o interrompendosi a metà frase.

Per Ambudkar significa anche recitare accanto a colleghi dei quali deve ignorare i movimenti e le battute. Il pubblico vede tutti, mentre lui deve comportarsi come se buona parte della stanza fosse vuota.

Sam ha parecchie storie da ascoltare

Il lavoro di Sam trova spazio nel rapporto con gli abitanti della tenuta. Può raccogliere ricordi che nessun altro giornalista avrebbe modo di ascoltare, ma deve anche capire quanto fidarsi di chi glieli racconta.

Isaac vuole essere ricordato e tende ad attribuire grande importanza al proprio ruolo. Alberta cerca risposte sulla fine della sua vita: l’indagine sul suo passato diventa anche materia per un podcast. Per Sam, ascoltare queste testimonianze significa trovarsi coinvolta in questioni molto personali, con interlocutori che possono contestare immediatamente il modo in cui vengono presentati.

Con Sasappis, la collaborazione passa attraverso il sito del bed and breakfast. Mentre Sam prepara i contenuti per promuovere la struttura, lui propone storie e prospettive che vorrebbe farle utilizzare. Il confronto porta alla luce il suo passato di narratore e il bisogno di avere ancora un pubblico.

Gli spiriti entrano così nelle attività della casa. A volte offrono un aiuto; altre volte complicano un lavoro già difficile. Sam deve trovare un equilibrio fra la disponibilità ad ascoltarli e la necessità di portare avanti le proprie iniziative. Non tutte le richieste possono diventare la priorità della giornata.

Dietro la freccia di Pete c’è una famiglia

I costumi e le abitudini rendono riconoscibili i personaggi di Ghosts in pochi istanti. Gli episodi successivi permettono di scoprire che cosa abbiano lasciato in sospeso.

Pete ha una famiglia che ha continuato a vivere senza di lui. Rivederla può dargli conforto, ma significa anche conoscere cambiamenti sui quali non ha potuto intervenire. La sua allegria convive con questa distanza.

Isaac deve fare i conti con desideri che le convenzioni della sua epoca gli avevano reso difficile riconoscere. Hetty si trova davanti a scelte e comportamenti che mettono in crisi certezze conservate per molto tempo. Anche nei ricordi confusi di Flower possono riemergere legami ai quali tiene profondamente.

I flashback mostrano i fantasmi quando erano vivi, circondati da persone e ambienti differenti. Un comportamento che nel salotto di Woodstone sembrava soltanto stravagante può acquistare un significato diverso una volta conosciuta la sua origine.

Tutto questo avviene in episodi di circa ventidue minuti. La quinta stagione ne comprende ventidue: abbastanza spazio per seguire più rapporti, lasciando che alcune difficoltà riemergano anche dopo una riconciliazione.

Da Button House a Woodstone

La prima Ghosts è britannica. Ha debuttato sulla BBC nel 2019 e segue Alison e Mike nella dimora di Button House. Joe Port e Joe Wiseman hanno sviluppato la versione americana, arrivata su CBS nel 2021.

Spostare Ghosts negli Stati Uniti ha richiesto di ripensare gli abitanti della casa. Un gruppo di persone morte nello stesso luogo attraversa inevitabilmente la storia di quel territorio: cambiano le esperienze, i riferimenti e i motivi per i quali qualcuno pretende di essere considerato importante.

Gli autori americani sono partiti da una lista di circa cinquanta possibili figure, arrivando poi agli otto fantasmi principali. Nella scelta contavano anche gli incontri: chi avrebbe cercato di comandare, chi avrebbe provocato gli altri e quali interessi avrebbero potuto avvicinare persone tanto lontane.

Per Sasappis, la produzione ha coinvolto il consulente Lenape Joe Baker. Román Zaragoza ha raccontato che il confronto ha riguardato anche il costume: dopo il primo episodio, le indicazioni di Baker hanno aiutato la costumista Carmen Alie a correggere possibili inesattezze.

Nei flashback compare inoltre Gregory Zaragoza, padre di Román anche nella vita reale, nel ruolo del padre di Sasappis.

Come hanno costruito Woodstone per Ghosts

La storia è ambientata nello Stato di New York, ma la produzione gira a Montréal. La scenografa Zoe Sakellaropoulo ha raccontato di aver avuto otto settimane per allestire la casa per la prima stagione, occupandosi anche del raccordo con gli ambienti utilizzati nel pilota.

La squadra ha cercato mobili e oggetti nelle fiere e nei mercati di antiquariato. Ogni stanza doveva avere una propria identità, pur appartenendo allo stesso edificio. In cucina hanno scelto una stufa degli anni Trenta e arredi dalle dimensioni adatte allo spazio, cercando l’aspetto di una casa modificata da generazioni successive.

Alcuni accorgimenti sul set di Ghosts servono a rispettare la presenza dei fantasmi. Asher Grodman ha spiegato che divani, sedie e letti sono particolarmente rigidi: il peso degli attori non deve far cedere i tessuti. Quel salotto, all’apparenza accogliente, è quindi meno comodo di quanto sembri.

La freccia di Pete richiede un altro piccolo trucco. Richie Moriarty indossa un supporto a C dietro il collo, sul quale vengono fissate le parti visibili. Nel tempo la produzione ha alleggerito l’accessorio e accorciato le estremità, per consentirgli di muoversi più facilmente e ridurre il rischio di urtare i colleghi.

Una casa nella quale farsi spazio

In Ghosts le discussioni tornano, anche quando qualcuno sembrava aver imparato la lezione. Un’abitudine mantenuta per secoli non scompare dopo una conversazione. L’arrivo di Sam, però, offre ai fantasmi occasioni che non avevano da molto tempo: essere ascoltati, chiarire un ricordo, trovare un amico.

All’inizio Sam e Jay pensano alle camere da sistemare e agli ospiti da accogliere. Col tempo diventa difficile prendere una decisione senza considerare anche le persone che erano già lì. Sono invadenti e sanno rendere complicata una giornata qualunque, ma ormai appartengono alla loro vita.

La casa funziona così: si può non vedere qualcuno e dovergli comunque fare spazio. Anche se non comparirà mai sul registro delle prenotazioni.