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Se chiamava Rugantino: le donne protagoniste a Velletri

Se chiamava Rugantino debutta a Velletri. Nadia Rinaldi ed Eleonora Cecere protagoniste tra amore, libertà e giustizia.

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Se chiamava Rugantino: le donne protagoniste a Velletri

Se chiamava Rugantino, a Velletri la ribellione delle donne tra amore e giustizia.

Nadia Rinaldi ed Eleonora Cecere protagoniste di Se chiamava Rugantino, la commedia musicale scritta e diretta da Luigi Galdiero, in scena al Cinema Teatro Ambra di Velletri sabato 10 ottobre alle ore 21 e domenica 11 ottobre alle ore 18.30. Nel cast anche Nico Di Barnaba, Emanuele Simeoli, Edoardo Simeoli, Antonio Petrilli, Valentina Galdì, Christian Pontecorvi e Alessandra Mandatori.*

Velletri, 10 e 11 ottobre 2026 – Con Se chiamava Rugantino, Luigi Galdiero riporta sul palcoscenico l’atmosfera della Roma ottocentesca e racconta una storia in cui amore, intrighi, vendette e giustizia si intrecciano con il coraggio delle donne. La commedia musicale, al debutto nazionale al Cinema Teatro Ambra di Velletri, riprende l’eredità del celebre personaggio romano e la sviluppa attraverso una nuova vicenda, affidando alle figure femminili un ruolo centrale.

Nadia Rinaldi interpreta Rosetta, una donna che custodisce il ricordo di un amore spezzato e una verità destinata a riemergere. Eleonora Cecere veste invece i panni di Bice, una giovane che sfida l’autorità paterna per difendere la propria libertà di scelta. Due personaggi diversi, uniti dalla capacità di resistere alle ingiustizie e di cambiare il corso degli eventi.

Rosetta, la memoria di un amore che sopravvive alla morte

In Se chiamava Rugantino, Nadia Rinaldi interpreta Rosetta, una donna bella, altera e determinata, segnata da un passato che continua a influenzare il presente.

La notte trascorsa con Rugantino a Campo Vaccino cambia per sempre la sua vita. Dalla loro unione nasce Fosco, ma Rugantino muore giustiziato prima di sapere che diventerà padre. La sua scomparsa non conclude la vicenda: lascia una donna, un figlio e una verità che attraverserà le generazioni.

Rosetta rappresenta così la forza di una donna che affronta il dolore senza rinunciare alla propria storia. La maternità, il ricordo e il legame con Rugantino diventano elementi fondamentali per comprendere gli avvenimenti successivi.

Il personaggio va oltre il ruolo di collegamento con la tradizione romana: racconta la capacità femminile di custodire la memoria e di affrontare le conseguenze di un destino segnato dalla violenza.

Bice, la ribellione contro l’autorità paterna

Eleonora Cecere interpreta Bice, la giovane che imprime alla storia una svolta decisiva. Figlia di Zazza Panella, detto “L’Arcibullo”, la ragazza si trova davanti a una scelta che mette in discussione l’autorità del padre e i valori nei quali è cresciuta.

Fosco, figlio di Rosetta e Rugantino, è stato condannato a morte per volontà del padre di Bice. Di fronte alla sorte del giovane, la ragazza decide di sposarlo, opponendosi apertamente alla famiglia.

La sua scelta non esprime soltanto un sentimento amoroso. Bice compie un atto di coscienza e sceglie di stare dalla parte di chi subisce un’ingiustizia, anche quando questo significa sfidare il proprio ambiente familiare.

La giovane rifiuta di lasciare che il legame di sangue determini le sue decisioni. Rivendica il diritto di amare, scegliere e agire secondo i propri principi, dimostrando che l’obbedienza non può prevalere sulla dignità umana.

Attraverso Bice, la commedia affronta temi ancora attuali: l’autonomia personale, il peso delle convenzioni sociali e il coraggio di opporsi a un’autorità quando questa entra in conflitto con la propria coscienza.

Due donne, due modi di affrontare il destino

Rosetta e Bice incarnano due forme differenti di resistenza femminile.

La prima custodisce la memoria di un amore spezzato e affronta il dolore delle conseguenze lasciate dalla morte di Rugantino. La seconda trasforma le proprie convinzioni in una scelta concreta, rifiutando di accettare passivamente un destino imposto dalla famiglia.

È proprio attraverso questo confronto che Se chiamava Rugantino sviluppa una delle sue chiavi narrative più interessanti. La storia non si limita a raccontare passioni, gelosie e rivalità, ma mette al centro il conflitto tra autorità e libertà, obbedienza e responsabilità individuale.

Luigi Galdiero utilizza la tradizione romana per affrontare questioni che superano l’ambientazione storica. Il dialetto, le atmosfere d’epoca e l’ironia della commedia diventano strumenti per parlare di dignità, solidarietà e coraggio.

Le protagoniste non subiscono semplicemente gli eventi: attraverso le loro scelte, contribuiscono a determinare il destino degli altri personaggi.

“Se chiamava Rugantino”: tradizione romana e nuova narrazione

Con questa commedia musicale, Luigi Galdiero intreccia tradizione popolare e innovazione narrativa, raccogliendo l’eredità di Rugantino per sviluppare una storia autonoma, ricca di passioni e conflitti.

Il racconto conserva il legame con l’immaginario della romanità, ma amplia la prospettiva attraverso personaggi chiamati a confrontarsi con decisioni difficili e conseguenze imprevedibili.

Accanto a Nadia Rinaldi ed Eleonora Cecere, il cast comprende Nico Di Barnaba, Emanuele Simeoli, Edoardo Simeoli, Antonio Petrilli, Valentina Galdì, Christian Pontecorvi e Alessandra Mandatori. Le coreografie portano la firma di Mirko Guastatore.

Lo spettacolo propone così un incontro tra comicità, sentimento e riflessione, nel quale le vicende personali diventano occasione per interrogarsi sul significato della libertà e della giustizia.

Cinema Teatro Ambra, l’appuntamento con la commedia musicale

Il pubblico potrà assistere al debutto nazionale di Se chiamava Rugantino al Cinema Teatro Ambra di Velletri in due appuntamenti: sabato 10 ottobre 2026 alle ore 21 e domenica 11 ottobre alle ore 18.30.

La commedia invita a riscoprire la tradizione romana attraverso una storia che unisce ironia, amore e conflitti familiari, lasciando spazio a due figure femminili capaci di imprimere una svolta agli eventi.

Rosetta e Bice raccontano, con modalità differenti, la forza di chi affronta il dolore e di chi trova il coraggio di opporsi all’ingiustizia. È attraverso le loro scelte che la memoria di Rugantino si trasforma in una nuova narrazione, capace di parlare anche al pubblico contemporaneo.