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lunedì, 27 Settembre 2021

Un dipinto di Domenico Morelli: “Martiri condotti al supplizio”

"Martiri condotti al supplizio" di Domenico Morelli. Un dipinto custodito al Museo Nazionale di Capodimonte

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È un dipinto di Domenico Morelli, “Martiri condotti al supplizio“, esposto nell’Esposizione Borbonica del 1851.

Morelli ne realizzò prima degli studi preparatori con una forte intensità emotiva (come quello custodito all’Accademia di Belle Arti a Napoli).

I due protagonisti sono posizionati in primo piano stanno per essere condotti al martirio. Alle loro spalle si sta infatti accendendo il fumo per il rogo. L’uomo ha le mani legate dietro la schiena che lo conduce ad un’inevitabile contrazione corporea.

Nonostante la stanchezza e la sofferenza non risparmia un gesto di protezione verso la donna al suo fianco. Inoltre, nel suo volto, Morelli ha ripreso il ritratto del patriota di fede mazziniana e neocattolica Ugo Bassi, padre barnabita assunto come simbolo dell’ideologia liberale del Risorgimento italiano nei moti romani del 1848.

Lo stesso Morelli, però, si dichiarò poco soddisfatto del risultato, poiché l’intensità emotiva, il pathos drammatico, risultava maggiormente presente nei cartonati preparatori rispetto all’opera finale. Oggi il dipinto di Domenico Morelli è custodito a Napoli, al Museo Nazionale di Capodimonte.

Nato a Napoli, nel 1823, Domenico Morelli iniziò a frequentare l’Accademia di Belle Arti di Napoli nel 1836. Nel 1848 vinse un concorso che gli permise di recarsi a studiare a Roma dove, dopo aver preso parte ai moti del 1848, fu incarcerato per un breve periodo.

Oltre ad essere uno dei più grandi artisti del XIX secolo, fu anche un politico, infatti ricoprì la carica di Senatore del Regno d’Italia durante la XVI legislatura.

Le sue prime opere pittoriche erano ispirate all’arte Romantica. Nel 1850 visitò Firenze dove ricevette il suo primo riconoscimento pubblico per la sua opera “Gli iconoclasti“.

In seguito il suo stile pittorico mutò, infatti Morelli scelse di avvicinarsi alla pittura realista. Creando uno stile del tutto nuovo, fondeva quelle che erano le  basi pittoriche romantiche con le tecniche veriste.

Fu poi direttore dell’Accademia di Belle arti di Napoli nel periodo che va dal 1899 fino al 1901.

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