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Svizzera: Il nuovo protocollo per le terapie intensive

La pandemia continua, il Covid-19 continua a diffondersi in tutto il mondo con la seconda ondata di contagi. Con l’inverno alle porte, molti paesi si trovano in ginocchio contro l’emergenza sanitaria, quindi, il mondo assiste ad un boom di contagi significativo. Tra questi paesi c’è anche la Svizzera.

Fino a tre settimane fa, la Svizzera era tra le nazioni meno colpite, ora la situazione è critica anche per questa nazione. Infatti, soltanto nelle ultime ore, gli ospedali registrano più di 6.000 contagi.

Di conseguenza, un numero così alto di persone contagiate, crea preoccupazioni dal punto di vista sanitario. Un sovraffollamento degli Ospedali deve essere di conseguenza evitato.

Tempo fa, è stata presa in considerazione l’idea di un protocollo per evitare il sovraffollamento dei reparti di terapia intensiva. Da qui, il protocollo ufficializzato nelle ultime ore.

Il protocollo

”Pandemia Covid-19: triage dei trattamenti di medicina intensiva in caso di scarsità di risorse” è il nome del protocollo nato agli inizi della pandemia ma mai attuato. Quest’ultimo è composto da 8 pagine e prevede che in caso di scarsità di posti in terapia intensiva, i medici possono decidere di non accogliere più persone. In particolare persone tra i 75 e gli 85 anni. Inoltre, tra i criteri elencati nel protocollo, gli anziani che non verranno accolti, sono quelli affetti dalle seguenti patologie: cirrosi epatica, insufficienza renale cronaca ed insufficienza cardiaca di classe NYHA. Inoltre, il medico può scegliere di non accogliere i pazienti che hanno una sopravvivenza stimata che non supera i 24 mesi.

Tale situazione sembra essere inevitabile a causa del picco di contagi raggiunto nelle ultime ore. E’ necessario, secondo gli esperti, ”razionare” i pazienti dal momento in cui le risorse sanitarie ed ospedalieri non sono sufficienti.  ”A causa della rapidità di diffusione del SarsCov2 .. se le risorse a disposizione non sono sufficienti occorre prendere decisioni di razionamento” sono queste, alcune delle parole che si leggono nella pagina di introduzione del protocollo.