Superstizioni: città di Napoli eletta a sacro tempio Un patrimonio culturale, quello partenopeo, che abbraccia credenze che fanno parte della sua storia

Come fosse ormai un tratto radicato nella sua personalità, le superstizioni percorrono la storia della città di Napoli e risuonano nella nostra quotidianità.

Basti pensare a quanto potere vanti ad esempio il numero 17, borderline tra simbolo di sventura e fortuna.

Quante volte da bambini, per errore, ci è capitato di disporre a tavola un panino capovolto, suscitando le ire della nonna che ci ha prontamente redarguito?

Il cibo messo al contrario era infatti, nell’800, riservato al boia e perciò simbolo di malaugurio. Una figura, oltretutto, oggetto di scherno di tutta la comunità, tanto che anche i panettieri servivano loro il pane al contrario, per scherzo.

L’olio, se rovesciato, è per i napoletani di pessimo augurio, ed occorre rimediare gettandovi un po’ di sale sopra. Ciò risale a quando l’olio era considerato un prodotto pregiato, perché costoso e utilizzato per la conservazione dei cibi, come d’altronde anche il sale.

Oppure, mai incrociare coltello e forchetta per non mancare di rispetto alla crocifissione di Gesù Cristo, quando invece secondo il galateo indicherebbe più semplicemente che si è pronti a ricevere la seconda portata.

Le superstizioni non abbracciano però naturalmente solo il mondo culinario: anche eventi giornalieri dalla portata minima potrebbero avere grandi ripercussioni, secondo la tradizione napoletana.

Aprire un ombrello in casa, per esempio, porterebbe sulla propria famiglia delle sventure finanziarie, in quanto gli ombrelli venivano un tempo utilizzati per tappare i buchi nei tetti della gente povera.

Chi si ritrovi sconvenientemente a rompere uno specchio andrebbe incontro a ben sette anni di sventura, la stessa quantità di tempo che prima si impiegava a rimettere insieme la somma per ripagare un oggetto così prezioso.

Varia perlopiù il significato a seconda di determinati aspetti: se si crepa da solo preannuncia la perdita di un caro amico, se si rompe al fianco di un ritratto di una persona viva, questa potrebbe morire in breve.

Per scongiurare una serie senza fine di cattivi presagi appare un unico rimedio scaccia-malocchio: il corno napoletano, rigorosamente rosso, sempre presente nelle nostre case.

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Giovane psicologa clinica laureatasi all'Università di Roma "La Sapienza" ed educatrice, appassionata di giornalismo e fotografia.

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