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Solimena: il pittore del cuore di Napoli

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Francesco Solimena è stato un importante pittore, che ha operato a Napoli e dintorni. Nelle sue opera, egli manifesta al massimo la cultura tardo barocca. 

Dunque, Solimena si è formato presso la bottega del padre a  Nocera dei Pagani, zona antica dell’agro nocerino. Come venne avviato Solimena alla pittura?

Egli fu avviato alla pittura dal cardinale Orsini, che durante  una sua visita a Napoli, aveva visto le opere di Solimena e aveva suggerito al padre del giovane di avviarlo alla pittura data la sua bravura.

All’inizio, egli dipinge secondo i canoni della pittura naturalistica. Tuttavia, poi si allontana.

Infatti, le opere prodotte dopo il 1860 evidenziano una maggiore aderenza al gusto barocco. A tal proposito, ricordiamo le opere:

  • San Giorgio a Salerno.
  • Le Virtù della sacrestia  di San Paolo Maggiore a  Napoli.

Inoltre, Solimena si avvicina anche all’Accademia dell’Arcadia. L’avvicinamento all’Arcadia è evidente nelle opere:

  • La cacciata di Eliodoro dal tempio al Gesù Nuovo.
  • Negli affreschi  della cappella di San Filippo Neri ai Gerolamini.

In aggiunta, si specifica che egli fu molto attivo nell’area napoletana ma operò anche presso le più importanti corti europee, senza tuttavia mai muoversi da  Napoli.

Quali sono le caratteristiche principali delle opere di Solimena?

  • attenzione sui personaggi 
  • uso di tecniche come disegni ad inchiostro, a penna, gesso e acquerello.
  • sperimentazione cromatica, che è ripresa da Luca Giordano, il quale  fu allievo del famoso Josè de Ribera.
  • approfondimento della formula di Mattia Preti come si nota in Miracolo di San Giovanni a Napoli. 

Egli ha tramandato il suo stile anche ai suoi allievi, fra i quali spiccano:

  • Giuseppe Bonito
  • Nicola Maria Rossi
  • Sebastiano Conca
  • Francesco De Mura
  • Corrado Giaquinto.

Solimena muore nella sua villa, situata a Barra il 5 aprile del 1747. Attualmente, la villa non esiste più in quanto distrutta da un bombardamento durante la Seconda Guerra mondiale.

I suoi resti sono conservati presso la chiesa di San Domenico, chiamata anche chiesa di Santa Maria della Sanità.