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L’erede al trono.

Decisamente una settimana movimentata per il Napoli, passato dalla depressione della pre-sosta nazionale, dopo il pareggio a reti inviolate con il Torino, all’inizio della rinascita tecnica pregustata con il Verona nella partita casalinga che gli azzurri hanno vinto 2-0. Le dichiarazioni scaccia-buon’umore (ma non sempre) del presidente nel pre-partita di campionato, il bis concesso alla vigilia della partita Champions e infine, l’impresa portata a termine in Austria, nella città di Salisburgo, al confine con la Germania, nuova capitale del calcio da quelle parti (ha vinto otto degli ultimi dieci campionati) che ha ridato fiducia all’ambiente ed entusiasmo ai tifosi. La sfida contro i campioni austriaci era attesa con grande trepidazione da tutti coloro che si auspicavano la concentrazione giusta in gara e il 3-2 finale, ottenuto con sofferenza, è frutto di applicazione ed è la dimostrazione che il club può contare su una rosa ampia e perfettamente adeguata anche per questi test così probanti. Mancavano Manolas, Ghoulam, Mario Rui, Hysaj e Maksimovic ma a parte qualche ingenuità -tipo il fallo da rigore di Malcuit- la difesa con l’osannato Luperto e un sufficiente Koulibaly ha retto bene alla marea rossa che si “mette le ali”. L’attacco fa il proprio dovere nella persona del diavoletto rosso Mertens e il subentrante Lorenzo Insigne, che spacca la partita nel momento più delicato e piazza la giocata che chiude gioco e i conti con l’avversario. Nota negativa, manco a dirlo è il piccolo messicano Lozano che si dimostra “mini” non tanto per la stazza fisica ma per una prova inesistente. Troppo brutto per essere vero l’ex attaccante del Psv che non fa letteralmente nulla per rendersi utile e per farsi notare. Ci è sembrato che i napoletani giocassero in dieci e solo le dichiarazioni di Carlo Ancelotti ci hanno certificato che invece ha “partecipato” al match:“ha fatto tutto benissimo” ha detto l’allenatore, sollecitato sull’argomento, e continua “l’unica differenza con la prova di Mertens è che quest’ultimo ha fatto i due gol”! Oookeiiii, vaaaa beneeee e lo diciamo, sperando sul serio che questo calciatore ci possa dimostrare di valere il sacrificio fatto dalla società in estate, per il suo bene e quello della squadra. Infine, l’eroe certificato, l’erede designato del trono dei bomber azzurri di tutti i tempi, raggiunge, supera il mito e vede il prossimo avversario Marekiaro Hamsik, oramai rassegnato a cedergli lo scettro di super cannoniere. Ciro-Dries segna due gol bellissimi come la maggior parte di quelli che ha insaccato per questa città, nella quale ha vissuto, integrandosi a meraviglia e risponde a suo modo, l’unico e in modo impareggiabile, a qualche dichiarazione non impeccabile fatta dal suo presidente che per fortuna può toppare quando parla, ma al momento dei fatti non sbaglia quasi mai; incrociamo le dita e buon Mertens a tutti i napoletani, ancora per tanto tempo.