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Sant’Agata dei Goti: l’itinerario alla scoperta della perla del Sannio

Sant’Agata dei Goti è una perla nel cuore del Sannio, che custodisce molteplici gioielli dei suoi millenni di storia.

Anticamente chiamata “Saticula” dai Sanniti, divenne colonia romana, ma prese il suo attuale nome nella metà del VI secolo quando vi si rifugiarono i Goti, che erano molto legati alla Santa che dà il nome alla cittadina.

Oltre ai Goti questa terra ha ospitato i Longobardi, i Normanni, il Papato, e diverse famiglie dell’età medievale e feudale.

Appena si giunge a Sant’Agata dei Goti già si inizia a respirare la sua storia.

Dal ponte Martorano che si trova sopra l’omonimo corso d’acqua, si possono ammirare le costruzioni esterne al paese aggrappate l’una sull’altra sulla roccia, poste quasi a difesa del borgo.

Ma è perdendovi tra stradine, scalinate, archi, viuzze all’interno di Sant’Agata dei Goti che avrete la sensazione di un tempo che sembra essersi fermato.

Non a caso il borgo ha ottenuto il titolo del Touring Club Italiano di “Bandiera arancione”.

ITINERARIO

Appena giunti a Sant’Agata dei Goti non potete fare non notare il profondo legame che il borgo ha con la religione. Infatti, numerose sono le chiese erette nel tempo, abbellite da diversi artisti, e importanti le presenze di alcuni vescovi nei secoli centrali del secondo millennio, tra cui spiccano Felice Peretti nel ‘500, che poi divenne Papa Sisto V e Sant’Alfonso Maria dei Liguori che resse la curia per tredici anni nella metà del settecento.

  • La Cattedrale dell’Assunta

La Cattedrale, dedicata all’Assunta, è risalente al 970, ma nei secoli è stata più volte ricostruita a causa dei terremoti che hanno colpito queste zone. Alla Cattedrale si accede passando per un bellissimo portico colonnato che domina la piazza antistante e al cui interno si trovano frammenti di antichi mosaici e una cripta intatta.

  • Chiesa di San Francesco

Continuando il nostro percorso, non possiamo non fermarci alla Chiesa di San Francesco. Questa è in realtà un antico convento dei Frati Minori che la eressero nel 1267. Nel tempo però ha subito tantissime modifiche, le più importanti nel 700. Per questo motivo la Chiesa si presenta in stile barocco, ma alcuni reperti si può intuirne l’iniziale stile gotico. Presenta uno splendido soffitto in legno con decorazioni raffiguranti il cielo brillante per le sue stelle.

Proseguendo la passeggiata troverete le chiese di San Menna, dell’Annunziata col suo portale marmoreo risalente al 500, di Sant’Angelo in Munculanis.

  • Museo Diocesano

Il Museo Diocesano di Sant’Agata dei Goti contiene numerosi reperti archeologici ed artistici, e la sezione dei luoghi alfonsiani custodisce oggetti che ricordano gli anni in cui Sant’Alfonso Maria de Liguori fu vescovo della città.

  • Epigrafi marmoree presenti fra le stradine

Passeggiare per le vie del borgo è un vero e proprio tuffo nella storia, a testimoniarlo le numerose epigrafi marmoree presenti fra le stradine, che ci ricordano come vivace fosse l’attività nel territorio di Sant’Agata dei Goti già prima ancora della sua fondazione, infatti questa terra è spesso citata negli scritti antichi di alcuni storici quali ad esempio Tito Livio.