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giovedì, 27 Gennaio 2022

Meme, l’iconografia umoristica della società liquida

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Domenico Papaccio
Laureato in lettere moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II, parlante spagnolo e cultore di storia e arte. "Il giornalismo è il nostro oggi."

Meme per etimologia greca significa “imitazione”, ma l’attuale prospetto linguistico-semantico ha a che fare con l’espressione derivante dall’inglese, secondo la definizione di Richard Dawkins, per illustrare come avviene nella società postmoderna la diffusione dell’informazione e della cultura. 

Nello specifico Dawkins poneva con meme l’estensione di elementi culturali o di una civiltà remota che di aree cui questa non sia mai stata presente, quindi senza rapporti genetici, ma secondo “imitatio”.

Concettualmente il meme è un prodotto estetico, folklorico, linguistico o comportamentale di una determinata cultura e civiltà, soprattutto facendo riferimento al modus vivendi di quest’ultima e trasmessa ad un’altra grazie soprattutto alla ricettività.

Si deduce che il meme è un “piece of information”, un fragmento, capace di impiantarsi in un altro modo di vivere e pensare, trovando format come la gestualità -es. l’italiano tipo-, le barzellette, – es. l’ebraismo newyorkese e mitteleuropeo-, il cibo, fino toccare aspetti meramente folklorici come la religione, il costume e la superstizione -es. le catene di Sant’Antonio-.

Ma nella società liquida digitalizzata del “life is now” teorizzata da Bauman, i social network hanno dato un’accelerazione e una transmodalizzazione icastica e verbo-visiva al meme e al concetto medesimo.

Basta sfogliare una page di un qualsiasi social e sarà possibile cogliere la riproducibilità del meme di nuovi caratteristiche socioculturali sempre innovanti, capaci di avallare contenuti meramente ludici transitori, come la sconfitta di una squadra di calcio oppure di far satira politica su scivoli di certi rappresentanti.

Il meme, quindi ha assunto una patina correlata al comico, allo humor. 

Riprendendo le concezioni sul riso di Henri Bergson è facile capire che il meme, riferendosi a personalità del mondo coevo, pop, come personaggi del mondo dello sport, dello spettacolo, fintanto ai cartoni animati e alla tv trash, con cui per breve momento ci si identifica acquisisce una nuova semantica.

Il meme, quindi suscita il riso grazie alla capacità di identificare e capovolgere dei valori assodati e in cui ci rispecchiamo, evidenziando anche come il melting pot ha ridotto quel margine divergente, riflettendo il carattere interculturale della società liquida.

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