Matteo Salvini contestato a Torre del Greco Centinaia di contestatori hanno protestato nel corso del comizio della Lega a Torre del Greco con fischi e pomodori, costringendo Matteo Salvini a porre fine al suo intervento

Matteo Salvini, leader della Lega, è stato fortemente contestato a Torre del Greco, tappa del suo tour elettorale per le Regionali del 20 e 21 settembre. Il palco, allestito tra via Roma e Corso Vittorio Emanuele, è stato sommerso dalle proteste degli attivisti. Il suo intervento è durato appena cinque minuti, prima che scegliesse di ritornare in auto. Alta tensione tra gli uomini della scorta ed il servizio d’ordine, considerata l’aggressione subita da Salvini a Pontassieve il 9 settembre. Al grido di “Torre del Greco non si lega!” la cittadina ha respinto con forza il suo intervento.

Il programma prevedeva che Salvini, dopo la visita a Pompei, si recasse a largo Santissimo e via Salvator Noto ma, date le tensioni, il servizio d’ordine ha deciso di puntare direttamente al gazebo. Almeno un centinaio di manifestanti hanno coperto con urla di protesta le parole di Matteo Salvini, che ha deciso, così, d’interrompere l’intervento. I contestatori hanno lanciato pomodori sul palco in segno di dissenso ed armati di fischietti hanno costretto il leader della Lega ad abbandonare il palco. In tarda mattinata la piazza era ormai interamente occupata dai manifestanti. Una stima dei testimoni sostiene che ci fossero circa mille attivisti pronti a dimostrare la propria disapprovazione.

Il leader della Lega ha trascorso l’intera giornata in Campania, impegnato nel tour elettorale a sostegno di Stefano Caldoro, candidato della coalizione di centrodestra per le Regionali. Nel corso della sua visita a Vietri sul mare ha incontrato Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia, e Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, impegnati in altre tappe del tour.

Il commento a caldo di Matteo Salvini: ecco gli ‘amichetti’ di De Luca

Dopo la contestazione, il leader della Lega ha commentato l’accaduto: “Eccoli gli amichetti di De Luca. Non hanno una mazza da fare dalla mattina alla sera: reddito di cittadinanza e nulla più”. Inoltre, sostiene di essere in completo disaccordo con i metodi utilizzati per la protesta: “chi lancia pomodori, insulta e minaccia non protesta, è incivile“. Nel ’99 lo stesso Matteo Salvini, nel corso di una protesta contro D’alema, lanciò delle uova sul palco che gli costarono una condanna di 30 giorni per oltraggio a pubblico ufficiale. La vicenda è riemersa nel 2018, accompagnata dall’ironico commento di D’Alema: “ma non mi ha colpito, diciamo”.

Incalza Matteo Salvini contro i manifestanti: “tornerò ad incontrare le persone per bene, che sono la maggioranza delle persone pacifiche, silenziose e laboriose di questa città”. Non è di certo la prima volta che la Campania dimostra una certa ostilità nei confronti del leader della Lega, promossa probabilmente da alcune affermazioni controverse del passato del leader della Lega. Si ricordi l’episodio delle proteste a Mondragone, sempre nel corso di un comizio.

Intanto, una contestazione ben più organizzata lo attende per la tappa a Napoli, luogo in cui era previsto l’incontro elettorale di chiusura. Il Movimento Antirazzista ha previsto un raduno in Largo Berlinguer che però non sembra preoccupare Matteo Salvini. “Non mi interessa”, questo il commento del leader leghista informato del raduno di attivisti durante la visita a Pompei.

 

 

 

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Mi sono laureata in filosofia e sto per terminare il percorso magistrale, inoltre studio canto da molti anni. Scrivo per confrontarmi col mondo senza ipocrisie e per riflettere sul rapporto irriducibile che ci lega ad esso.

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