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domenica, 29 Gennaio 2023

Liliana Castagnola; il grande amore del Principe Totò

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Liliana Castagnola, pseudonimo di Eugenia Castagnola, fu una donna di teatro e grande ballerina, ma noi la conosciamo principalmente per essere stata il grande amore della vita di Totò. Morirà suicida, causando così un forte dolore nel Principe Antonio De Curtis, che la seppellì nella cappella di famiglia e ne assegnerà il nome alla figlia, dimostrandone così il ricordo del suo amore.

Della famiglia della donna non si sa molto; abbiamo solo notizia di una sorella, Gina, che Liliana ricorderà nella sua ultima lettera per Totò, prima di morire.

Era abilissima nel mutare abiti, voce e atteggiamenti. Le sue fotografie mostrano infatti un volto sempre diverso e finiscono spesso sui giornali alimentando così la sua leggenda di femme fatale. “Battetevi a duello, il vincitore mi avrà” e con queste parole Liliana fu accusata in Francia di aver provocato un duello tra due marinai che si contendevano i suoi favori; uno di loro rimase gravemente ferito e la donna fu espulsa, facendo così ritorno in Italia. L’episodio la screditò agli occhi altrui ulteriormente, rafforzando quell’alone peccaminoso di cui era già circondata.

Fu etichettata come una donna di facili costumi, persino dal suo amore Totò e probabilmente questo fu il motivo che la spinse al suicidio. L’attore dopo la morte dell’amata si rimproverò di non aver compreso pienamente il sentimento di lei nei suoi riguardi e di averla giudicata come avevano fatto gli altri.

Nel 1929  Liliana giunge a Napoli, scritturata dal teatro Santa Lucia. La donna pochi giorni dopo il suo arrivo telefonerà  all’impresario del Teatro Nuovo, dove recita Antonio De Curtis e gli chiede di riservarle una poltrona.

Totò quella sera la nota, ne resta affascinato e comincia il corteggiamento e anche la loro storia d’amore.  Liliana , però, durante questa relazione vuole legare a sé il compagno, proponendogli addirittura di lavorare assieme, ma Totò interpretò il passo come decisamente opprimente e accettò un altro lavoro a Padova.

La donna cadde così in un profondo stato di depressione che la condusse al suicidio, tramite avvelenamento con veronal. Liliana fu trovata morta nella sua camera d’albergo con al suo fianco una lettera d’addio per il suo amore Totò.

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