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L’Ecce homo di Antonello da Messina. Andrà a Capodimonte?

L’Ecce homo di Antonello da Messina. Andrà a Capodimonte? Ha fatto scalpore la notizia del recente acquisto da parte dello Stato Italiano di una piccola tavola ritenuta opera del celebre artista rinascimentale  Antonello da Messina (1430-1479) . Stimato 10-15 milioni di dollari è costato 14,9 milioni di dollari pari a circa 12,6 milioni di euro.

Un vero colpo questa acquisizione (ottenuta esercitando il diritto di prelazione che ne ha consentito il ritiro dall’asta ) presso la Casa d’Aste newyorkese Sotheby’s. Soprattutto se si considera come siano appena una quarantina i dipinti a lui attribuiti con certezza.

Tutti presenti nei più importanti musei, mentre questo Ecce Homo ( una delle quattro versioni conosciute con lo stesso soggetto) era l’ultimo rimasto di proprietà privata.

Caratteristiche dell’opera

La tavoletta  misura appena 19,5 x 14,3 cm, quindi fu concepita per devozione privata. Oltre all’immagine del Cristo dolente, la cui rappresentazione supera la tradizione bizantina grazie ad evidenti influssi fiamminghi, sul retro reca una seconda immagine. San Girolamo inginocchiato in preghiera, dal volto  molto consumato, forse a causa del continuo baciarla da parte dei devoti proprietari succedutisi nel tempo.

Il primo critico d’arte a riconoscere la mano dell’artista siciliano fu Federico Zeri nel 1981. Negli ultimi decenni il dipinto è comparso in varie mostre: alle Scuderie del Quirinale di Roma, al Metropolitan Museum di New York, fino al 2019 al Palazzo Reale di Milano.

Un buon acquisto?

Non è la prima volta che lo Stato italiano acquista un’opera di Antonello da Messina. Nel 1996 spese 16 miliardi di lire (corrispondenti a 15 milioni di euro) per acquistare due tavole del polittico dei Dottori della Chiesa, oggi agli Uffizi. Per quanto riguarda la cifra, gli esperti la giudicano congrua.

Per quanto riguarda l’opportunità dell’acquisto, va detto che alcuni esprimono perplessità. Si fa notare ad esempio che quando si è saputo  dell’Ecce Homo all’asta di New York, non c’è stata la stessa mobilitazione per convincere lo Stato ad acquistarlo. Come avvenuto invece in altri casi recenti. Prova sarebbe che non si tratta di un’opera essenziale per le collezioni  italiane.

Certo Antonello è artista raro, ma la cifra spesa non è di poco conto  trattandosi di un artista del quale  vi sono già molte opere nei musei italiani. E tra queste ben due dei quattro Ecce Homo noti agli studiosi, probabilmente di qualità superiore rispetto a quello acquistato.

L’Ecce homo di Antonello da Messina. Dove andrà?

L’Ecce homo di Antonello da Messina. Dove andrà? Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, a margine di un suo intervento nell’ambito di un Forum, si è così espresso: “L’Ecce Homo avrà una residenza e tutta l’Italia come domicilio.

E quale può essere la residenza di Antonello da Messina quest’anno? Nell’anno che celebra la città come Capitale italiana della Cultura, non può che essere L’Aquila a ospitare al Forte Spagnolo questa straordinaria tela che ritorna in Italia.

Dopodiché l’Ecce Homo apparirà a Messina, a Firenze, a Roma, in tutti i più importanti musei italiani e in tutti quei luoghi in cui le persone hanno bisogno di vedere bellezza e storia”.

La competizione tra città e tra musei

Per qualche anno la preziosa tavola girerà per città e per musei ( così da accontentare un po’ tutti). Oltre che per mostre, anche per motivi economici (col fine di rientrare almeno in parte nelle spese sostenute per l’acquisto). Ma nulla è stato ancora deciso sulla sua collocazione definitiva. O almeno se è stata decisa, nessuno la sa ufficialmente.

E intanto è già iniziata la bagarre. La prima a muoversi è stata la Sicilia, per ovvi motivi, nonostante abbia nei suoi musei già alcune opere di Antonello, tra Messina (2)  Siracusa, Palermo (2)  e Cefalù.

Ma vedrete che a breve partirà la gara per stabilire in quale città e in quale museo verrà collocata in via definitiva. Considerando la vita dell’artista, tra le città che potrebbero accampare diritti vi sono Roma e Venezia ( dove soggiornò dal 1474 al 1478).

L’ipotesi Capodimonte

Ma anche Napoli, dove Antonello, allievo presso la bottega di Colantonio, soggiornò per ben sette anni dal 1450 e dove conobbe la pittura fiamminga, spagnola e provenzale. Napoli è l’unica grande città italiana che non ha nei suoi musei alcuna opera di Antonello da Messina.

A parte le città siciliane già citate, ne hanno invece  Milano, Torino, Venezia, Genova, Firenze, Roma, Reggio Calabria. Oltre che Como, Pavia, Piacenza. Secondo lo storico dell’arte Marco Bussagli “la bottega di Colantonio a Napoli influenzerà molto la personalità di Antonello, non solo agli esordi ma anche per i modi e la scelta dei soggetti”

Per la Basilica napoletana di San Lorenzo Maggiore  Colantonio dipinse un grande polittico dedicato a san Girolamo, che era contornato da dieci tavolette di beati francescani, andate perdute, probabile opera di Antonello.

Secondo l’esperto Federico Giannini “ il museo più adatto, almeno agli occhi di chi scrive, non può che essere (per quanto possa rincrescere per gli Uffizi che pure sarebbero una sede più che ragionevole) il Museo Nazionale di Capodimonte. Dove si andrebbe a costruire un contesto coerente e dove l’Ecce Homo di Antonello ritroverebbe la cultura di cui è figlio e le opere di Colantonio che di Antonello fu maestro.”

Peraltro qualche voce  già circola dagli ambienti ministeriali, voce che confermerebbe l’ipotesi del Museo di Capodimonte come sede definitiva dell’Ecce Homo. Un po’ di pazienza e vedremo come andrà a finire. Una cosa è certa.

Il Museo di Capodimonte ha bisogno di un rilancio di interesse. A fronte della ricchezza indiscutibile di capolavori nelle sue collezioni, soffre non poco, in termini di numeri di visitatori, la lontananza dal centro città.

Il prossimo arrivo del Botticelli ritrovato a Gragnano e l’ipotesi Antonello da Messina contribuirebbero indiscutibilmente alla riscoperta turistica del museo napoletano, uno dei maggiori d’Europa.

 

 

Dario Nicolella
Dario Nicolella
Medico oncologo e dermatologo, con la passione per la scrittura, l'arte e la poesia. Autore di saggi su tematiche toponomastiche ( in particolare località campane) mitologiche (sirene, luna) e storico-artistiche (cupole,colline e chiostri napoletani) nonchè di numerose sillogi poetiche. Vincitore di premi letterari.