L’azienda è rosa in Campania, seconda solo al Lazio Secondo uno studio fatto da Unioncamere, la Campania è la seconda regione italiana per imprese guidate da donne. Negli ultimi 5 anni in Italia c'è stato un boom di imprese femminili che però hanno visto un forte calo durante il periodo di lockdown

Boom di imprese femminili in Campania, seconda regione italiana dopo il Lazio per nuove aziende guidate da donne. Il dato emerge dal IV Rapporto sull’imprenditoria femminile realizzato da Unioncamere. Sono Lazio (+7,1%), Campania (+5,4%), Calabria (+5,3%), Trentino (+5%), Sicilia (+4,9%), Lombardia (+4%) e Sardegna (+3,8%) le regioni in cui l’azienda rosa aumenta oltre la media.

Le imprese femminili in Italia che sono il 22% del totale, negli ultimi 5 anni sono cresciute a un ritmo molto più intenso di quelle maschili: +2,9% contro +0,3%. Possiamo dire che l’aumento rappresenta ben il 75% dell’incremento complessivo di tutte le imprese in Italia

L’azienda femminile in Campania: gli aiuti

Ciro Fiola, presidente della Camera di Commercio di Napoli e presidente di Unioncamere Campania commenta: «Stiamo lavorando senza sosta per superare il più rapidamente possibile la crisi da Covid che ha danneggiato il nostro territorio e le nostre imprese. Camera di Commercio e Unioncamere sono concretamente al fianco delle forze produttive.In questo senso lo stanziamento di 40 milioni di euro previsto dalla Camera di Commercio rappresenta un segnale strategico a cui ne seguiranno presto anche altri.»

Il calo durante l’emergenza Covid

Con l’emergenza Covid, però, molte aspiranti imprenditrici hanno deciso di fermarsi. In Italia, durante questa primavera, le iscrizioni di nuove aziende guidate da donne sono oltre 10mila in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. Il calo corrisponderebbe al -42,3%, che è superiore a quello registrato dalle attività maschili (-35,2%).

Il Ministro per le pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, sul rapporto ha dichiarato: “L’imprenditoria femminile è uno dei settori strategici da promuovere, soprattutto per il raggiungimento di un pieno empowerment femminile anche nel contesto lavorativo. Serve sostenere e incentivare l’azienda femminile. Abbiamo quindi individuato tre direzioni di intervento: accesso al credito e formazione finanziaria, per i quali abbiamo già incrementato di 5 milioni di euro il fondo destinato al credito delle PMI femminili. Un piano nazionale di formazione al digitale, con particolare attenzione ai settori e alle categorie di donne imprenditrici. Promozione e condivisione di strumenti di welfare e di conciliazione tra la vita familiare e quella lavorativa. Sono convinta che il coraggio delle donne che sanno osare scelte innovative possa fare di queste imprese il primo passo per la ripartenza di tutto il Paese”.

L’azienda rosa al Centro-Nord: il calo più importante

Nelle regioni del Centro e del Nord il calo è stato ancora più evidente. Il rapporto ci parla di (-47,0%), più alto rispetto al Sud (-34,1%).  Carlo Sangalli, presidente di Unioncamere, ha commentato così il dato:

In Italia ci sono più di un milione e trecentomila imprese femminili che crescono ogni anno un po’ più delle altre. Durante il periodo di emergenza abbiamo visto invece un rallentamento della nascita di queste imprese. Questo a testimonianza del fatto che il peso più rilevante in quelle fasi difficili è ricaduto e ricade sulle spalle delle donne. Anche per questo dobbiamo rafforzare gli strumenti utili per sostenere le donne a far nascere e crescere le loro imprese.”

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Laureata in Lettere classiche, ama l'arte, la letteratura, i viaggi. Il suo più grande sogno è diventare scrittrice.

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