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L’austerity ieri e oggi tra similitudini e diversità

L’austerity ieri e oggi tra similitudini e diversità, sembra il titolo di un film in bianco e nero già visto in tv.

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L’austerity ieri e oggi tra similitudini e diversità sembra il titolo di un film in bianco e nero già visto in tv. E invece,  chi negli anni 70’ del secolo scorso  cantò di quel periodo particolarmente difficile per le famiglie italiane  fu Adriano Celentano,  che usci  nel 1976 con il suo XIV album dal titolo “Svalutation”.  Fin dalla prima  strofa viene chiaramente spiegato cosa sta accadendo  in quel  lontano inizio anni 70’ del novecento in Italia.  Nel testo si legge “La benzina ogni giorno costa sempre di più e la lira cede e precipita giù. Con il salario di un mese compri solo un caffè. Gli stadi son gremiti, ma la grana dov’è”.   Come suo solito, e con fare ironico, Celentano descrive la crisi economica, l’aumento dei prezzi, la svalutazione della lira,  le difficoltà e i disagi sociali che si percepivano  a causa dell’incertezza economica che si respirava negli anni 70’.   Ma le problematiche italiane erano solo la conseguenza del collasso del  sistema economico internazionale innescato da una crisi petrolifera senza precedenti. Bisogna non dimenticare, che per tutto il novecento, la principale materia prima energetica era il petrolio e i suoi derivati. Per meglio comprendere cosa portò a quella crisi dobbiamo fare un passo indietro e arrivare fino al 1960, anno della nascita dell’OPEC (Organizzazione dei Paesi  Esportatori di Petrolio). Dagli anni 40’ e fino  a quel momento il mercato mondiale  dell’oro nero  era a vantaggio delle “sette sorelle”, termine coniato da Enrico Mattei, allora alla presidenza dell’ENI (Ente Nazionale Idrocarburi) per definire  il cartello che controllava  la quasi totalità dell’estrazione, della raffinazione e della distribuzione del greggio: 5 società  americane, 1 anglo-olandese, 1 britannica. Enrico Mattei  propose accordi diversi e più vantaggiosi per una partnership con i Paesi  Africani e con i Paesi Arabi, soprattutto con  l’Iran.  Da quel momento iniziò il declino del potere delle “sette sorelle” e iniziò l’era targata OPEC. In quegli anni il Medio-Oriente stava attraversando un periodo difficile a seguito della guerra per il riconoscimento di Israele, che vedeva contrapposto lo Stato di Israele e gli Stati Arabi.  Dal 1967, con la guerra dei 6 giorni, fino al 1973,  si contano ben 4 guerre  Arabo-Israeliane. Nell’Ottobre del 1973 Egitto e Siria attaccarono Israele, e i membri dell’OPEC,  per sostenere la causa Araba, decisero di usare  l’embargo petrolifero  verso Stati Uniti e Paesi Bassi, considerati i principali sostenitori di Israele.  Embargo e impennata del costo  del greggio  innescarono la crisi economica degli anni 70’ con le drammatiche conseguenze anche in Italia e in tutto l’occidente.
In Italia il Governo agì nel doppio ambito: privato e pubblico.  Decretò il blocco della circolazione dei mezzi nei giorni festivi instaurando le targhe alterne, stabilì  il limite di velocità in autostrada, ridusse l’uso dell’energia a partire dallo spegnere l’illuminazione pubblica fino allo spegnimento  delle  insegne luminose e alla chiusura alle 24,00  per i locali pubblici, stabilì anche per le 23,00 la fine delle trasmissioni televisive  e riprogrammò la temperatura del riscaldamento pubblico e privato ad un massimo di 20°. Furono i lunghi e difficili mesi dell’austerity, che terminarono con il disimpegno israeliano dal Sinai e la fine dell’embargo  e che posero le basi per la ricerca di fonti alternative al petrolio, fonti  energetiche e rinnovabili, che avrebbero portato gli Stati  ad una più ampia indipendenza energetica.  Oggigiorno le fonti alternative sono in costante espansione e non sono poche.  Si spazia dall’energia solare, all’eolico, all’energia idroelettrica, alla geotermia, alle biomasse, all’idrogeno verde e ai biocarburanti.  Queste  fonti alternative, nate per la riduzione dello sfruttamento petrolifero,  risultano essere indispensabili per la tanto auspicata transizione energetica. E così arriviamo ai nostri giorni e alla nuova crisi del petrolio, che ci sta travolgendo a seguito delle nuove guerre in Medio-Oriente.  In una settimana abbiamo visto schizzare il costo dei carburanti con la conseguente ricaduta sui prezzi e, paradossalmente, stiamo assistendo anche all’aumento del costo delle energie alternative come ad esempio l’HVO. Stiamo andando verso una nuova austerity  nonostante anni di ricerca e di politiche green?  Oppure riusciremo ad arginare e a limitare i danni conseguenti a questa nuova crisi petrolifera? Come continua Celentano nella sua “Svalutation”: Ma quest’Italia qua, Se lo vuole sa, Che ce la farà, E il sistema c’è, Quando pensi a te, Pensa….anche un po’ per me.