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venerdì, 27 Maggio 2022

Ius Primae Noctis, la strana leggenda del feudalesimo: mito o realtà?

A partire dal XIX secolo gli storici hanno messo in dubbio l’esistenza di un tale diritto, esercitato dai signori proprietari terrieri

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Iniziamo con stabilire cosa si intenda per Ius primae noctis: è quel diritto che, secondo molti, avrebbe sancito ancora una volta la superiorità dei nobili sui propri sudditi.

Tuttavia, per quanto la storia umana risulti intrisa di abusi da parte di tale classe, non equivale a significare che un simile diritto sia realmente esistito.

La locuzione latina ius primae noctis, si riferisce al “diritto” secondo il quale, in virtù di una legge o di un costume che ne legittimavano l’esistenza, un signore feudale poteva consumare una violenza sessuale ai danni una donna appena sposata, durante la sua prima notte di nozze.
E, né gli sposi, né i familiari gli si sarebbero opposti.

Nel corso del Medioevo sono stati documentati numerosi esempi di violenza sessuale da parte dei signori feudali, ma le testimonianze addotte a sostegno dell’esistenza di una tale pratica legislativa si riferiscono, in realtà, a documenti che certificano i tributi che i contadini versavano ai signori per ottenere il permesso di sposarsi.

Parecchie delle voci che hanno raggiunto i tempi moderni rispondono, infatti, alla volontà di screditare i signori feudali.  È piuttosto strano che nella corona d’Aragona, dotata di archivi ben forniti e documentati, non siano mai state rinvenute prove in merito.

Con molta probabilità, alcuni contadini considerarono vere le voci che si rincorrevano, temendo che l’abuso di certi vassalli potesse trasformarsi in una consuetudine.

In assenza di conclamate prove documentali, è possibile solamente affermare che lo ius primae noctis sia stato nient’altro che un mito, almeno nella forma d’istituzione o pratica sociale, benché sia riuscito a radicarsi nell’immaginario comune nella stessa misura con cui avviene per le leggende urbane odierne.

La storia dello ius primae noctis cominciò a circolare in Europa occidentale già dal XIII secolo, brandita come arma politica contro signori feudali, e nei secoli a venire (XVI e XVII) se ne servirono i giuristi al fine di screditare, a vantaggio della corona, i nobili proprietari terrieri.

Nel XIX secolo il dibattito il dibattimento circa l’esistenza o meno di tale pratica si infittì ulteriormente: gli intellettuali anticlericali si diedero da fare per conseguire documenti che ne confermassero l’esistenza, mentre coloro che erano a favore del clero affermavano che si trattasse soltanto di un’invenzione.

Quel che è certo è che il Medioevo sia stata un’età tetra e gremita di accadimenti tragici, crimini efferati e pratiche deprecabili. Esattamente come tutte le altre epoche.

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