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Immuni, l’app di tracciamento per il covid-19

Immuni è la nuova app di tracciamento creata dalla società Bending Spoons Spa e scelta dal governo il 16 aprile 2020 con la firma dell’ordinanza da parte del Commissario Domenico Arcuri.

Tale ordinanza ha disposto la stipulazione di un contratto con licenza open-source sul software di contact tracing della società ideatrice dell’app.

Luca Ferrari, AD di Bending Spoons, nonché fondatore della stessa nel 2013, ha dichiarato: “Sono molto orgoglioso della passione, abnegazione e competenza dei nostri ingegneri, scienziati e di tutto il team Immuni. Abbiamo fatto, e faremo, del nostro meglio.

L’app della Bending Spoons è stata realizzata in collaborazione con la società di marketing digitale Jakala, scelta su oltre 300 proposte dal ministero dell’innovazione, la sua tecnologia si basa sul bluetooth, anche se adattabile al Gps, principio cardine su cui si sta muovendo l’Europa.

Alla collaborazione dell’app vi ha partecipato anche il Centro Medico Santagostino, il cui CEO Luca Foresti ha dichiarato: “L’app è un tassello di una strategia globale che il governo dovrà elaborare. La tecnologia è importante, ma da sola non serve a nulla. Va inserita in una strategia di test e gestione territoriale della salute, coinvolgendo medici di base e sindaci. E’ solo uno strumento al servizio del governo.

La Commissione Ue ha poi dettato quelle che saranno le regole per il sistema del tracciamento che assicura allo stesso tempo la privacy; ovvero anonimato e niente geolocalizzazione: “soluzioni che minimizzano il trattamento dei dati personali.”

Infatti, il bluetooth avrà tra i requisiti la stima sufficientemente precisa di vicinanza  tra le persone, per rendere efficace l’avvertimento se si è venuti in contatto con una persona positiva al Covid-19: “I dati sulla posizione dei cittadini non sono necessari né consigliati ai fini del tracciamento del contagio“, ma allo stesso tempo l’app avrà un codice ID (codice d’identificazione utente).

Proprio in merito alla questione privacy si sono espressi molti esperti, tra cui Stefano Zanero, professore associato di computer security al Politecnico di Milano: “Il codice sorgente dell’app Immuni dovrebbe essere messo in chiaro per trasparenza e possibilità di integrazione. Non è facile dare un giudizio su questa applicazione perché non c’è niente di pubblico, un white paper, un documento che spieghi le caratteristiche tecniche e neanche le osservazioni della task force del ministero dell’Innovazione che ha scelto l’app. Ci sono vari modi per fare ‘contact tracing’ nel rispetto delle privacy e con l’uso del bluetooth e sembra che l’app scelta vada in questa direzione, ma nessuna considerazione è stata resa pubblica, sarebbe utile per valutarla meglio e per capire perché la scelta è caduta su questa proposta e non su altre arrivate alla task force del ministero.

Andrea Zapparoli Manzoni, esperto internazionale di cyber security governativa ha spiegato:”Rilasciare il codice sorgente serve a poter analizzare l’app in ottica di sicurezza e privacy, per vedere esattamente l’applicazione cosa fa dietro le quinte, oltre che per scoprire eventuali vulnerabilità. Poiché Bending Spoons ha dato codice sorgente e proprietà intellettuale dell’app al governo, dovrebbe essere quest’ultimo a rilasciarlo.