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giovedì, 2 Dicembre 2021

Essere gentili ci rende felici e ci permette di fare carriera

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Nell’articolo precedente abbiamo parlato delle differenze tra Hard e Soft Skills. Le prime sono le abilità tecniche mentre le seconde sono invece abilità emozionali. Entrambe sono correlate tra loro più di quanto potremmo immaginare. Alla base delle capacità emozionali c’è l’intelligenza Emotiva che si raggiunge diventando più empatici.  Come, ti starai chiediendo?  Diventando più gentili, attenti ascoltatori ed interessandoci sinceramente agli altri.   

Ma qual è il segreto di una buona empatia?

“Emerson e suo figlio, quattro braccia per un tiro alla fune a otto gambe con un vitello ostinato che non voleva cedere il passo. Nella scena irrompe la domestica che, con un solo dito, teso dolcemente, riesce a far alzare gli zoccoli dell’animale, così testardo sino ad un istante prima, per fargli seguire spontaneamente il cammino indicato. L’influenza richiede un tocco gentile.”

Tutti vogliamo sentirci considerati ed ascoltati e non tutti abbiamo queste capacità. La bella notizia è che possiamo svilupparle.

Ricorderai certamene il film “Un sogno per domani (2001) – Trevor McKinney è un ragazzino che vive con la madre alcolista (Helen Hunt) e dal padre violento e sempre assente. Un giorno il nuovo insegnante (Kevin Spacey) di studi sociali gli assegna un compito particolare: pensare a qualcosa che possa cambiare il mondo e metterlo in pratica. Trevor decide di compiere delle buone azioni a ripetizione, rivoluzionando la propria vita, quella della madre e dell’insegnante, oltre che quella di tutti gli sconosciuti coinvolti nel suo progetto.

Quando ci comportiamo in modo amorevole e gentile influenziamo positivamente gli altri perché li emozioniamo e smuoviamo quella corazza che gli impedisce di essere spontanei e se stessi fino in fondo. Da parte di un bambino questi gesti sono più naturali, perché i bambini non hanno pregiudizi a differenza di noi adulti  e agiscono di pancia e senza pensare alle conseguenze.

Quando è stata l’ultima volta che hai fatto un gesto di gentilezza? E ricordi come ti sei sentito subito dopo? A me succede di sentirmi bene con me stessa e sotto alcuni aspetti felice. E se ci rende felice un piccolo gesto perché non cominciarlo a fare tutti i giorni?  E dal tuo gesto succederà qualcosa di straordinario: la persona che lo ha ricevuto sarà motivata a fare lo stesso con qualcun altro.

Qual è la grande sfida oggi? Viviamo in una realtà mediatica, in un mondo che viaggia  vorticosamente,  la grande sfida è riuscirci a fermare, perché solo in questo modo potremmo avere delle attenzioni per qualcuno intorno a noi.

Questi atti di gentilezza non solo ci aiutano ad essere persone migliori e felici, ci danno anche un grande sostegno per avanzare di carriera. Secondo un articolo della Repubblica su uno studio condotto dall’Università di Berkeley California vi è la conferma che oggi essere egoisti, troppo competitivi e manipolatori non aiuta a far carriera. E sapere che per spingerci lontano e fare carriera bisogna ripartire  dai piccoli gesti gentili quotidiani e dalle azioni altruistiche, è sicuramente  una bella sfida.

Quindi, non meravigliamoci se il nostro compagno di banco, che era buono con tutti, pronto a darci metà della sua colazione, a sostenerci nei momenti di difficoltà,  ad essere l’ amico vero e  sincero    pronto sempre ad ascoltarci, ce lo ritroveremo da adulti come il nostro capo,  solo perché da bambino è stato un Trevor anche lui.

Per non trovarci impreparati, cominciamo a lavorare sull’essere affabili e altruisti, sviluppiamo la nostra empatia che ci aiuterà a fare la differenza, nelle relazioni, nei successi aziendali e commerciali.

Infine, non dimentichiamo nel prossimo CV di includere la gentilezza tra le Soft Skills.

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