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“Carnevale a morte!”, il vero Carnevale napoletano

Il Carnevale è ormai alle porte. Domani, martedì 17 febbraio, alle ore 18 si terrà l’attesissima festa di Carnevale prevista in piazza Municipio. Vicino alla splendida Fontana di Nettuno si terrà “Carnevale a Morte”, l’ultimo splendido atto del Festival di Carnevale “Sottencoppa” organizzato e promosso dalla città di Napoli. L’evento si propone come un’azione urbana collettiva che vuole porre l’accento sul significato più “napoletano” del Carnevale ovvero morire per rinascere e trasformarsi.

“Carnevale a Morte”: un’antica festa napoletana

Il Carnevale dei Morti era un’antichissima tradizione popolare che coincideva con l’inizio della Quaresima. In quei giorni i napoletani davano vita ad un’ultima grande festa: una celebrazione grottesca e satirica che univa l’assurdo con il tragico. Il Carnevale dei Morti era un funerale della festa, un luogo dove si sfidava la morte e la paura di morire. Il rito aveva origini pagane e sembrava fosse legato a riti ancestrali legato alla morte e alla rinascita. Sebbene sia sparito definitivamente intorno al XIX secolo, Napoli e i suoi luoghi ci parlano ancora di quest’incredibile festa grazie alle innumerevoli allusioni alla follia e alla morte.

L’evento oggi

Grazie alla visione di Giulio Nocera e Chiara Menchise e alla direzione di Chiara Mallozzi, l’evento rievocherà proprio gli usi e costumi della Napoli d’una volta. Grazie alla collaborazione della Banda della Città di Sessa Aurunca e alla Piccola Orchestra Improvvisa, ci sarà tantissima musica. Non mancherà la tradizione grazie alla Paranza Popolo Vascio: Jessica Vitulano a tammorra e tamburelli, Stefano Marano al putipù, Gaetano Genovese alla Voce, Fabio Lombardi e Francesco Uriculo all’organetto e Gabriele Cernagora al clarinetto. Immancabile la voce del soprano Chiara Turiello.

Tra ironia e morte

“Carnevale a morte!” non poteva trovare una rappresentazione migliore. Il Carnevale Napoletano non è solo una festa per adulti e bambini.E’ qualcosa che ci caratterizza nel profondo. Nel misticismo della nostra città, sappiamo bene che un napoletano non muore mai. Riviviamo nei detti popolari, nei nostri vicoli, nelle nostre piazze. Trasmettiamo ai nostri figli la superstizione, la follia, l’irriverenza. Il Carnevale dei Morti è una rappresentazione di ciò che siamo davvero, dell’ ironia e della voglia di sorridere, nonostante tutto.

Eva Maria Pepe
Eva Maria Pepe
Laureata in Lettere classiche, ama l'arte, la letteratura, i viaggi. Il suo più grande sogno è diventare scrittrice.