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sabato, 3 Dicembre 2022

Carlo Collodi, nasceva 195 anni fa l’autore di Pinocchio

Il 24 novembre 1826 nasceva Carlo Collodi, il celebre autore de Le avventure di Pinocchio, libro tradotto in tutte le lingue del mondo

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Anna Borriello
Scrivo per confrontarmi col mondo senza ipocrisie e per riflettere sul rapporto irriducibile che ci lega ad esso.

Carlo Collodi nacque il 24 novembre 1826 a Firenze, città in cui trascorrerà la maggior parte della sua vita. Il celebre autore de Le Avventure di Pinocchio, libro tradotto in più di 100 lingue, morirà nel capoluogo esattamente 64 anni dopo. È uno degli autori e giornalisti più noti dell’intero panorama italiano.

È impossibile calcolare quante copie al mondo siano state vendute de Le Avventure di Pinocchio perché i diritti d’autore decaddero nel 1940 e, a partire da quel momento, chiunque poté riprodurre liberamente l’opera di Collodi.

A distanza di più di 100 anni dalla sua morte, il romanzo continua ad essere oggetto di discussioni ed interpretazioni più o meno attendibili. La presunta — e smentita — vicinanza di Collodi alla Massoneria ha dato vita ad interpretazioni esoteriche e massoniche del famoso romanzo a puntate. Ad oggi, invece, si preferisce dar credito ad una lettura che vede ne Le Avventure di Pinocchio parte della storia personale dell’autore permeata, in particolare, dal suo rapporto con la fede cristiana.

Chi è Carlo Collodi: biografia e studi in seminario

Il vero nome dello scrittore e giornalista è Carlo Lorenzini. Egli nacque da una famiglia umile, primo di dieci fratelli. Sua madre, Angiolina, faceva la sarta mentre il padre, Domenico, era un cuoco. Fu la famiglia di marchesi Ginori, per la quale lavoravano i genitori, a finanziare gli studi dello scrittore in erba. Sua madre, Angiolina, era nata a Collodi, città in provincia di Pistoia, nella quale il padre lavorava come fattore. Si pensa che sia questa l’origine dello pseudonimo.

La sua formazione è stata fortemente influenzata dal mondo religioso: dal 1837 al 1842 studiò in seminario senza, però, prendere i voti. Poi, dal 1842 al 1844 seguì lezioni di retorica e filosofia alla scuola religiosa degli Scolopi. Grazie ad una licenza ecclesiastica, ottenuta per la sua buona reputazione, il giovane Carlo guadagnò il permesso di leggere libri messi all’indice dalla Chiesa di Roma.

Collodi abbandonò, però, presto gli studi superiori. Iniziò subito dopo la collaborazione con il giornale milanese “L’Italia Musicale” ma questa fu interrotta dallo scoppio della Guerra d’Indipendenza nel 1848.

Carlo Collodi partì per la guerra come volontario e, una volta tornato a Firenze, fondò “Il Lampione”, uno dei giornali umoristici e politici più apprezzati dell’epoca. Ciò gli aprì le porte per altre future collaborazioni, in particolare con i giornali “L’arte, “La scena” e “La lente“.

Il mondo delle fiabe per bambini

Alla fine degli anni ’70 Collodi si rivolse al mondo delle fiabe per bambini. Questo amore nacque dalla richiesta della casa editrice Felice Paggi di tradurre alcune fiabe francesi per bambini in italiano. Lo scrittore non si limitò, però, alla sola traduzione. Scrisse in italiano i cosiddetti Racconti delle fate, un corpus di storie di autori francesi, rielaborate alla luce di una morale.

A questo, seguirono i libri Giannettino e Minuzzolo, preludi del capolavoro Le avventure di Pinocchio, pubblicato a puntate sul periodico dell’infanzia “Giornale per Bambini“. Il 7 luglio 1881 fu pubblicata la prima puntata di Storia di un burattino, il racconto che segnerà per sempre la carriera di Collodi. La storia sarà rilegata in un unico libro solo nel 1883.

La morte e il successo

L’autore non contrasse mai matrimonio. Il 26 ottobre 1890, all’apice del suo successo, dopo sette anni dalla pubblicazione di Pinocchio, morì a 64 anni. Si sentì male sulle scale di casa mentre stava rientrando alle 22:30. Si pensa che a causare la morte sia stato un aneurisma.

A 130 anni dalla scomparsa del suo autore, la storia del blocchetto di legno modellato da Geppetto non smette di esercitare il suo fascino. Come lo stesso Benedetto Croce ci racconta, il legno in cui Pinocchio è stato intagliato è l’umanità stessa.

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