A Napoli, prima in numerose classifiche tra le città dove si mangia meglio, anche un semplice panino ha la sua storia, la sua identità e un nome proprio: la marenna. Chiamarlo solo “panino” è quasi un errore. Per decenni, infatti, la marenna è stata la vera benzina di chi lavorava duro. La pausa pranzo sui cantieri, lo spuntino dei contadini nei campi e il pacchetto che mamme e nonne preparavano la mattina presto prima di mandare tutti fuori casa.
Oggi questo rito quotidiano antico, nato semplicemente per fame e per non buttare via niente, è diventato una vera e propria moda che spopola sui social e fa fare la fila a migliaia di turisti ogni giorno.
Ma cos’è esattamente la marenna?
Per capirla davvero bisogna capire una cosa importante: la marenna non si fa con una rosetta semplice o con il pane da toast. La vera marenna nasce dal pane cafone, il filone tradizionale napoletano cotto a legna, con crosta scura, dura e croccante, e la mollica morbida e piena di buchi.
La forma più classica è il “cuzzetiello“, cioè la parte finale del filone, la punta più croccante. Si taglia a metà, se si preferisce si toglie la mollica per creare un po’ di spazio, così da riempirlo fino quasi all’orlo. La crosta spessa serve come guscio resistente per non far colare sugo o olio e non far rompere il pane tra le mani. Molto spesso a riempire il cuzzetiello sono proprio gli avanzi del grande pranzo della domenica: polpette al ragù ancora calde, fette di parmigiana di melanzane, salsiccia e friarielli, peperoni ripieni.
La marenna diventa regina sui social
Se per i napoletani la marenna è sempre stata come un rito quotidiano, a farla conoscere a tutta l’Italia e all’estero ci hanno pensato i video sui social. Uno dei casi più famosi è sicuramente quello di Donato De Caprio, il salumiere diventato una star di TikTok con una battuta diventata virale e, ormai, suo marchio di fabbrica: “Con mollica o senza?“.
Una domanda semplicissima, posta nel corso degli anni da numerosissimi salumieri di quartiere della città. Tutta la tradizione racchiusa in una semplice domanda: togliere o meno la mollica per fare posto a fette di crudo, mortadella, provola, polpette al sugo e chi più ne ha, più ne metta. Centinaia sono i turisti e i ragazzi che fanno la fila per assaggiare il cuzzetiello più famoso della città.
La storia della marenna ci ricorda che non servono ricette complicate, piatti gourmet o cibi alla moda per conquistare qualcuno e per scalare le classifiche. Spesso a vincere sono tradizione, genuinità, accoglienza e sapori di una volta.





