Una storia che parte dalle conseguenze di Raccoon City
La storia prende forma molto tempo dopo il disastro di Raccoon City del 1998, un evento che continua a pesare sull’universo narrativo della serie. La narrazione segue due personaggi molto diversi tra loro: Leon S. Kennedy, ormai veterano delle operazioni contro le minacce biologiche, e Grace Ashcroft, analista dell’FBI coinvolta in un’indagine che la porterà al centro di un nuovo incubo. Leon è impegnato nella caccia a Victor Gideon, ex scienziato della Umbrella legato ad alcuni esperimenti ancora poco chiari.
Parallelamente, Grace viene inviata a investigare su una serie di morti sospette all’Hotel Wrenwood, una struttura abbandonata collegata alla storia di sua madre Alyssa Ashcroft, personaggio già noto ai fan di Resident Evil Outbreak. Le due linee narrative si sviluppano inizialmente in modo separato, per poi incrociarsi in alcuni momenti chiave della storia, mantenendo comunque prospettive e obiettivi differenti.
Due protagonisti, due modi di affrontare l’orrore
La differenza tra Leon e Grace non riguarda solo il racconto, ma incide direttamente sul modo in cui il gioco viene affrontato. Le sezioni dedicate a Grace Ashcroft insistono soprattutto sulla vulnerabilità. Il personaggio ha meno strumenti a disposizione, regge peggio la pressione dei combattimenti e obbliga a un approccio più attento, fatto di spostamenti misurati, poche munizioni e scelte da ponderare. In molti casi conviene evitare lo scontro diretto e sfruttare l’ambiente per aggirare i nemici. Il background scientifico della protagonista introduce anche alcune meccaniche di crafting. Grace può utilizzare materiali raccolti durante l’esplorazione – tra cui campioni di sangue infetto – per creare strumenti utili alla sopravvivenza, come composti curativi o dispositivi offensivi improvvisati. Tra gli oggetti più efficaci c’è un particolare iniettore antivirale capace di neutralizzare rapidamente alcuni infetti, ma disponibile in quantità molto limitata.
È proprio questo approccio prudente e misurato a fare da contrappunto alle sezioni dedicate a Leon. Quando il controllo passa a Leon S. Kennedy, il ritmo si alza in modo evidente. La sua esperienza sul campo e l’equipaggiamento più solido spostano l’equilibrio del gioco verso scontri più frequenti e una gestione più offensiva delle situazioni. Il sistema di combattimento ricorda quello visto in Resident Evil 4 Remake, con un arsenale più ampio, attacchi corpo a corpo e una gestione degli scontri più dinamica. Le sue sezioni introducono anche un sistema di progressione legato ai punti ottenuti eliminando gli infetti. Questi crediti possono essere utilizzati in apposite casse di rifornimento per acquistare nuove armi, munizioni o potenziamenti. Ciò incoraggia uno stile di gioco più aggressivo rispetto a quello adottato con Grace.
Resident Evil Requiem: nemici e ambientazioni
Nel corso dell’avventura tornano alcune minacce già in linea con l’immaginario della serie, accanto a varianti inedite pensate per rendere più instabile l’esplorazione. Tra queste spiccano i Blisterhead, creature che possono emergere dai cadaveri apparentemente eliminati e trasformarsi in versioni più veloci e resistenti. Non mancano inoltre boss di grandi dimensioni e scontri più spettacolari, spesso legati all’ambiente circostante o a strategie specifiche per essere superati. Anche le ambientazioni giocano un ruolo importante nel mantenere alto il senso di tensione. L’avventura si sviluppa tra luoghi molto diversi tra loro, dall’architettura decadente dell’Hotel Wrenwood ai laboratori nascosti e ad altre location che ampliano progressivamente lo scenario della storia.
A sostenere questa struttura contribuisce anche un comparto tecnico che conferma la solidità della tecnologia utilizzata da Capcom negli ultimi anni.
Comparto tecnico
Sul piano tecnico, Resident Evil Requiem utilizza ancora una volta il RE Engine, il motore grafico proprietario di Capcom già visto negli ultimi capitoli della serie. Il titolo presenta ambienti ricchi di dettagli e un sistema di illuminazione dinamica che contribuisce a rafforzare l’atmosfera. Particolare attenzione è stata dedicata anche al comparto sonoro. Rumori ambientali, passi e respiri contribuiscono a creare tensione soprattutto durante le sequenze con Grace, dove l’audio direzionale diventa spesso un elemento fondamentale per individuare i pericoli nelle vicinanze. Il doppiaggio, disponibile anche in italiano, accompagna le sequenze narrative con interpretazioni realistiche. Nel complesso, il lavoro su illuminazione e audio accompagna bene sia i momenti più lenti sia quelli più concitati, mantenendo costante la pressione sul giocatore.
Resident Evil Requiem: durata e modalità
La durata dell’avventura varia in base allo stile di gioco, ma una partita completa può superare le dieci ore. Il titolo include inoltre più livelli di difficoltà, tra cui una modalità più tradizionale che limita i salvataggi attraverso l’uso dei classici nastri d’inchiostro.
Un capitolo che riassume l’identità della serie
Resident Evil Requiem non si limita a inserirsi nella continuità della serie, ma prova a riorganizzarne alcune delle componenti più riconoscibili. L’alternanza tra prudenza, esplorazione e combattimento restituisce un’immagine piuttosto chiara di ciò che il franchise è stato nel tempo, lasciando anche intravedere la direzione che potrebbe prendere nei prossimi capitoli.





