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Indira Gandhi volto femminile della politica indiana

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Indira

Indira Gandhi, rappresentante femminile della politica indiana, nasce il 19 novembre del 1917. Questa forte personalità ha ricoperto il ruolo di Primo ministro donna indiano. Indira lavorò in politica per gran parte della sua vita, fino al suo assassinio avvenuto nel 1984.

La donna fu influenzata dal forte impegno politico del padre e del nonno, ma sopportò anche le tensioni, le assenze e le ripetute carcerazioni dei parenti più vicini.

Dopo essere stata diverse volte in Svizzera, per curare la madre affetta da tubercolosi, decise di lasciare l’India per l’Europa e cominciò i suoi studi superiori a Oxford da cui in seguito verrà espulsa per cattiva condotta e li riprenderà e completerà nel suo Paese.

Sposò nel 1942 Feroze Gandhi  dal quale prese il nome e si separò presto. Da lui ebbe due figli, uno dei quali divenne suo successore come primo ministro. Indira fu devota alleata del padre. Infatti lo accompagnò spesso nei viaggi ufficiali in India e all’estero. Nel 1959 prese la guida dell’Indian National Congress e quindi fu ministro dell’informazione.

Ma la carriera politica non fu fatta solo di luci ma anche di ombre. Riuscì a diventare Primo Ministro dell’India il 24 gennaio 1966. Ma quasi dieci anni dopo nel 1975, un tribunale la accusò di brogli elettorali e la condannò all’interdizione dai pubblici uffici per 6 anni. Il Paese fu poi attraversato da un’ondata di scioperi e proteste che portarono la donna a richiedere lo stato d’emergenza nazionale e a prendere misure severe contro le opposizioni.

Indira morì il 31 ottobre del 1984. Tutto ebbe inizio la sera del 30 ottobre in cui tenne un discorso con queste parole: “non ho l’ambizione di vivere a lungo, ma sono fiera di mettere la mia vita al servizio della nazione. Se dovessi morire oggi, ogni goccia del mio sangue fortificherebbe l’India”.

La mattina seguente Indira scese i tre gradini della residenza per raggiungere il giardino. Era vestita con un sari arancione e si avviò verso le due guardie di sicurezza e fece loro un cenno di saluto. Non appena li ebbe salutati, uno dei due fece esplodere tre colpi di pistola in direzione della donna, subito l’altro lo seguì facendo esplodere trenta pallottole di mitra. Alcuni colpi le perforarono l’addome, altri il cuore. Insomma la povera Indira morì così precocemente che non ebbe neanche il tempo di urlare.