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28 ottobre 1919, l’America scopre il proibizionismo

28 ottobre 1919, l’America scopre il proibizionismo, verrà abolito dal Presidente Roosevelt il 5 dicembre 1933.

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28 ottobre 1919, l’America scopre il proibizionismo. Per ricercare le motivazioni dell’approvazione del 18esimo emendamento della Costituzione e del Volstead Act  bisogna risalire alla nascita nel 1789 della prima “Società per la Sobrietà”. Questo movimento era attivo soprattutto negli Stati del Sud e nei contesti rurali. L’uso e l’abuso di alcool erano un problema reale, ma loro attribuivano al consumo di bevande alcoliche tutti i mali della società.  Nel giro di qualche decennio queste organizzazioni, o movimenti per la temperanza, si moltiplicarono e presero potere fino  ad influenzare la Politica nazionale. L’obiettivo era quello di combattere la violenza domestica, molto diffusa in quel periodo, la criminalità in generale e la  deriva morale dilagante tramite la riduzione o l’abolizione dell’alcool e rigidi rigori morali. E così il 2 giugno 1851 fu promulgata la prima legge statale sul proibizionismo negli Stati Uniti,  la Maine Lex. La legge  vietava l’uso,  la manifattura e il commercio di alcolici in tutto lo Stato del Maine ad eccezione del campo medico ed industriale. Nel 1855 altri 12 Stati americani approvarono leggi simili estendendo il proibizionismo a  gran parte degli Stati Uniti. Il 2 giugno 1855 ci fu quella che passò alla storia come la “Rivolta del rum di Portland (Oregon)”,  in cui fu preso d’assalto il municipio dopo aver scoperto che il Sindaco deteneva ingenti scorte di alcool, a suo dire per scopo medico. La resistenza sociale non si limitò a quell’evento e alla fine la legge del 1851 venne abrogata nel 1858 e  sostituita  con un sistema di vendita controllata. E così si arriva al 28 ottobre 1919, giorno che fu introdotto il proibizionismo nazionale, legge entrata in vigore il 20 gennaio 1920: il divieto di vendere, importare e produrre bevande che avessero un tasso alcolico superiore allo 0,5%.  La storia narra che la sera del 15 gennaio, in tutti gli Stati Uniti, migliaia di persone si riversarono in strada e nei negozi per compare le ultime bottiglie in vendita legalmente. A Chicago una banda armata assaltò un treno. Bottino: un carico di whiskey per un valore stimato di 100 mila dollari.

Dal proibizionismo al contrabbando

Con l’entrata in vigore della legge sul proibizionismo l’alcool iniziò a circolare grazie al contrabbando, che lo importava dai Paesi in cui era ancora legale. Il contrabbando e il mercato nero fecero la fortuna dei gangster, uno su tutti Al Capone. Avendo compreso il fallimento del proibizionismo il Presidente Franklin Delano Roosevelt il 5 dicembre del 1933 ne decretò la fine con il 21esimo emendamento.

I Kennedy

Patrick  Kennedy nacque a Dunganstown, contea di Wexford, nel sud dell’Irlanda. Emigrò negli Stati Uniti stabilendosi a East Boston, nel Massachusetts. Molte ricostruzioni storiche e biografiche adducono l’inizio della fortuna dei Kennedy al contrabbando, commercio illegale,  di whisky irlandese durante gli anni del proibizionismo. Il bisnonno del futuro Presidente degli Stati Uniti d’America, John Fitzgerald Kennedy, riuscì a ripulirsi la reputazione e ad essere  eletto membro della Camera dei Rappresentanti e poi al Senato del Massachusetts dando vita ad una dinastia che legherà il suo nome a quello dell’America per  tutto il novecento del secolo scorso. Ancora oggi un Kennedy, Robert F. Kennedy Jr., è stato nominato da Donald Trump quale 26esimo Segretario del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti.

Il proibizionismo oggi

“Ci si può comunque riferire, con questo termine, a ogni interdizione al consumo o alla vendita di determinate sostanze definite illecite da parte di governi o enti internazionali come l’ONU, col fine dichiarato di tutelare la salute pubblica e quella individuale dei cittadini”.