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sabato, 6 Marzo 2021

Walter Ricciardi: chiederà a Speranza chiusura delle scuole

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Anna Borriello
Mi sono laureata in filosofia e sto per terminare il percorso magistrale, inoltre studio canto da molti anni. Scrivo per confrontarmi col mondo senza ipocrisie e per riflettere sul rapporto irriducibile che ci lega ad esso.

Walter Ricciardi, consigliere scientifico del ministro Roberto Speranza, ha rilasciato dichiarazioni dure in merito alla gestione della pandemia, soprattutto nei confronti della riapertura delle scuole. Nutre, secondo quanto riferito ad ANSA, seri dubbi in merito alla strategia adottata di contrasto del virus nella attività che comportano assembramenti.

In accordo con il Comitato Tecnico Scientifico, Ricciardi inneggia a misure più drastiche. 

È necessario un lockdown totale in tutta Italia immediato — avverte Walter Ricciardi — che preveda anche la chiusura delle scuole facendo salve le attività essenziali, ma di durata limitata“.

Insiste, poi, sull’instabilità ed inefficacia delle misure adottate fino ad ora. Da qui, l’intenzione di conferire quanto prima con il Ministro della Salute.

In questo momento, le attività che comportano assembramenti non sono compatibili con il contrasto alla pandemia da covid-19 in Italia“, sostiene Ricciardi.

Il consigliere non si risparmia nemmeno nei confronti delle strutture sciistiche ed aggiunge: “gli impianti da sci rientrano in tali attività. Non dimentichiamo che la variante inglese è giunta in Europa proprio passando dagli impianti di risalita in Svizzera“.

La nuova analisi del Cts: chiusura delle scuole?

Quindi, dopo l’incontro previsto tra il Cts e Roberto Speranza la gestione della pandemia potrebbe implicare misure più drastiche. Il Ministro Roberto Speranza, per il momento, non sembrerebbe approvare l’idea di un nuovo lockdown. Rispetto alla questione scuole la situazione resta incerta.

La nuova analisi del Comitato Tecnico Scientifico sottolinea quanto le riaperture, anche scolastiche, debbano essere sempre valutate con cautela. Secondo lo studio, infatti, le misure previste per le zone gialle mitigherebbero la crescita dell’incidenza del virus senza determinarne, però, sensibili riduzioni. Cosa che, invece, avviene nelle zone arancioni e rosse. 

Il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, Agostino Miozzo, preoccupato dal pericolo variante inglese ha dichiarato: “Se anche nel nostro Paese si evidenzierà che ragazzi e bambini sono portatori certamente si deve chiudere, anche se questa prospettiva mi provoca un grande dolore“.

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