4shared
16.8 C
Napoli
lunedì, 18 Ottobre 2021

Scuola: “Superare il voto per valutare le competenze”

Alla base della demotivazione scolastica c'è la tendenza all’oggettivazione, che mette i professori nella condizione di giudicare gli studenti soltanto in base al profitto, ascrivendo l'educazione ad un puro fatto quantitativo: la somma di voti e nozioni. La Preside Franca Burzigotti ha le idee ben chiare per sovvertire questo "sistema".

Da non perdere

– “Superare il voto e valutare le competenze, il cosa sa fare l’alunno” – Incomincia soprattutto da qui, dalla modalità con cui viene valutato l’apprendimento degli studenti, la vera riforma della Scuola, secondo Franca Burzigotti, dirigente del Campus Da Vinci ad Umbertide che è Avanguardia Educativa, oltre che uno dei  Future Lab di formazione per centinaia di insegnanti di tutta Italia.

A partire da un corso di formazione tenutosi nel comune di Umbertide, in Umbria, lo scorso inizio Settembre, ed intitolato “La Valutazione formativa degli studenti al tempo del Digitale”, sono emerse idee, edite da fruttuose esperienze, del tutto rivoluzionarie.

Come ci illustra Franca Burzigotti, preside di vecchia data del Campus: “è emersa la nuova idea di scuola basata su una visione a 360 gradi dell’alunno, una scuola che intende utilizzare le opportunità offerte dalle ICT (Tecnologie dell’informazione e della comunicazione) e dai linguaggi digitali per cambiare gli ambienti di apprendimento e offrire e alimentare una Galleria delle Idee per l’innovazione utile a rivoluzionare l’organizzazione della didattica, del tempo e dello spazio del fare scuola”.

Scendendo nei dettagli, ecco i punti cardine che si intende sovvertire: “La scuola deve superare il modello trasmissivo e adottare modelli aperti di didattica attiva che mettano lo studente in situazioni di apprendimento continuo e gli permettano di argomentare il proprio ragionamento, di correggerlo strada facendo e di presentarlo agli altri. Oggi esistono nuovi e più coinvolgenti modi di fare lezione. L’insegnante deve operare in una grande e continua attività laboratoriale, di cui è regista e facilitatore dei processi cognitivi, lasciando spazio alla didattica collaborativa e inclusiva, al brainstorming (tempesta di cervelli), alla ricerca, all’insegnamento tra pari con tempi e modi diversi di impostare il rapporto docente/studente”.

Per cui, in che modo entrerebbe in ballo il sistema di valutazione? “Questo è il momento giusto per cambiare tante cose in meglio nella scuola, una delle più importanti è proprio il modo di valutare gli studenti: il Covid molto ha insegnato, in Dad e in Ddi è emersa in tutta la sua debolezza e inadeguatezza la pratica della valutazione sommativa dove voti, media dei voti, compiti in classe, interrogazioni, studiate da pag. tot a tot che poi vi interrogo lì, hai preso 3 quindi non hai studiato… stenta a tramontare per far posto a processi valutativi ben più complessi e di senso che implicano continue osservazioni, che abbandonano voti, verifiche canoniche, che operano un monitoraggio continuo del percorso di apprendimento, che motivano lo studente, costruiscono autostima e non al contrario la demoliscono”.

Per mettere in atto questo “stravolgimento” al sapore progressista la Preside Burzigotti ha una proposta ben precisa: “abbiamo fatto dei tentativi durante la Dad e Ddi ma non basta, occorre una proposta strutturata che diventi buona pratica e che più scuole del II grado vi lavorino insieme anche in rete e si confrontino in continuità con le scuole del I grado che sappiamo in tale campo più avanti di noi”.

La vera domanda, però, è se la Scuola sia davvero in grado di supportare e sopportare questa rivoluzione. La Preside non ha dubbi: “Certo, a patto che la svuotiamo di burocrazia, di adempimenti inutili e procedure maniacali, riempiendola invece di riflessioni pedagogiche intorno a ciò che serve davvero agli studenti e alle studentesse per affrontare questo mondo sempre più complesso, imprevedibile, veloce, pieno di opportunità, ma anche di insidie».

image_pdfimage_print

Ultimi articoli