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giovedì, 6 Ottobre 2022

Poste Italiane e Ferrari macinano record

Cavalcata ai nuovi massimi storici per Ferrari e Poste Italiane con, rispettivamente, il +70% e +38% da inizio anno.

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Emanuele Marino
Giornalista pubblicista, nonché studente universitario iscritto alla facoltà di Lettere Moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II

L’euforia di Piazza Affari, con l’effetto spread, sta contagiando la maggior parte dei titoli. Ferrari e Poste sono molto proficue in questi primi sei mesi del 2019.

Poste ha toccato i nuovi massimi assoluti in Borsa a 9,672 euro con un balzo giornaliero del 2%, il titolo sta tentando di distruggere la resistenza statica, rottura con volumi in chiusura garantirebbe il proseguo al rialzo per il titolo.

Poste è stata, in questi mesi, fuori dal calo che ha caratterizzato i titoli bancari del Ftse Mib, confermandosi nuovamente come unicum nel panorama globale dei servizi postali.

L’azienda, il cui unico operatore simile per modello di business è Japan Post, sfrutta un modello che vede l’integrazione di 4 realtà con caratteristiche, driver di crescita e rischi associati ben distinti: Corrispondenza, Pacchi e Distribuzione, Servizi Finanziari, Prodotti Assicurativi e Pagamenti Mobile e Digitale (PMD).

Ferrari, invece, da inizio anno è seconda solo ad Azimut. Partita la seconda trance del programma di acquisto di azioni proprie da 200 milioni di euro, di cui 150 milioni risultano essere eseguibili sul mercato italiano e fino a 50 milioni sul NYSE.

Il piano industriale di Ferrari punta a un target di Ebitda 2022 a quota due miliardi di euro.

Un 2019 quello di Ferrari migliore di quanto indicato dai target societari, considerando anche l’effetto del lancio dei primi modelli Icona.

I target per il 2019 vedono ricavi per oltre 3,5 miliardi di euro, ebitda adjusted di 1,20-1,25 miliardi di euro, il 10% circa in più rispetto al 2018. Uutile per azione adjusted di 3,50-3,70 euro, 6% in più rispetto al 2018. Anche il Free cash flow industriale, di circa 0,45 miliardi, è in crescita di oltre il 10% rispetto al 2018.

 

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