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martedì, 27 Settembre 2022

Morte 13enne di Gragnano: ipotesi bullismo

Sembrerebbe non essere una fatalità, ma il gesto estremo di chi non ha saputo chiedere aiuto.

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La morte del 13enne di Gragnano ha lasciato tutti senza parole, e nelle ultime ore si è appreso che gli inquirenti indagano istigazione al suicidio.

La procura di Torre Annunziata ha aperto un fascicolo poiché si pensa che il ragazzo si sia lanciato volontariamente dalla finestra, probabilmente dopo aver subito tante minacce da parte di coetanei. 

Da quanto si apprende, sono state ritrovate delle chat segrete sul cellulare del 13enne, all’interno delle quali diverse conversazioni con insulti e messaggi violenti.

Si pensa che qualcuno, probabilmente un gruppo di bulli, abbia minacciato verbalmente e picchiato il giovane; aggressioni delle quali però non esistono tracce o denunce ma di cui qualcuno avrebbe fatto menzione ai carabinieri che indagano su quello che sembra non essere un incidente.

Con il trascorrere delle ore la pista seguita dagli inquirenti è cambiata: inizialmente si pensava che il ragazzo fosse caduto sporgendosi troppo, ma oggi la notizia ufficiale, la procura di Torre Annunziata ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio.

Morte 13enne di Gragnano: emergono nuovi dettagli.

Probabilmente qualcosa non convince gli inquirenti, e nelle prossime ore, le tracce e quanto è stato ricostruito dagli inquirenti passerà al vaglio del tribunale dei minori di Napoli.

Un altro dettaglio importantissimo è un messaggio inviato dal 13enne alla fidanzatina. Una vero e proprio addio prima Alessandro, questo il nome del 13enne volasse giù per 15 metri.

Oltre all’sms di “commiato”, in particolar modo lacune chat hanno colpito l’attenzione degli inquirenti che indagano sul caso. Sul cellulare di Alessandro sono state ritrovate come dicevamo, chat colme di minacce, insulti e persino inviti al suicidio, “devi ucciderti”.

Un quadro inquietante che avvalora l’ipotesi che il giovane non sia caduto sporgendosi per riparare il cavo della televisione, come pensato inizialmente.

Naturalmente il dispositivo appartenente al 13enne è sotto sequestro, gli inquirenti provano a ricostruire quella che sembra un gesto voluto e non una fatalità.

Mentre si indaga, si è in attesa per capire se gli inquirenti diano l’approvazione per effettuare l’esame autoptico. Nel contempo il corpo di Alessandro è sotto sequestro nell’obitorio di Castellammare di Stabia a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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