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venerdì, 27 Maggio 2022

Moda: Addio ad Enzo Mari, eccellenza del design italiano

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Enzo Mari è stato decisamente l’uomo che ha rivoluzionato il design italiano. Nato a Cerano, fin da giovanissimo ha mostrato il suo interesse per la moda, precisamente per il design e l’arredo d’interni, presentando il suo primo progetto ad un produttore milanese molto affermato nel 1957.  Ci lascia un ricordo meraviglioso,  un impero di genialità.

Dicono che quando un grande artista ci lascia, non va via mai davvero, perché restano le sue opere a tenerlo in vita per sempre. La pensiamo anche noi così, eppure, questo è un momento storico difficile, in cui grandi artisti stanno andando via, lasciando un grande vuoto. Oggi il mondo piange la scomparsa di Enzo Mari, definito il padre del design moderno. Ma questa definizione non basta a raccontare un uomo che ha fatto una personale, eppur globale ed irreversibile rivoluzione nel mondo dell’arte in toto.
Un pugliese per metà, innamorato dell’arte follemente, instancabile creativo e appassionato.

Nelle sue opere, Mari ha scelto linee essenziali e basiche, che lasciano passare aria e visuale tra gli spazi, e che, percorse con un dito, tracciano un tragitto sinuoso ed essenziale. Il fai da te ante-litteram della sedia Box, il richiamo all’edilizia del vassoio Putrella o la morbidezza sospesa della sedia Sof Sof, o il senso di sospensione del cestino. In attesa, sono solo alcune delle suggestioni che la sua matita è riuscita a creare per oggetti di uso quotidiano ma dal concetto straordinario.
L’associazionismo, i riconoscimenti, l’insegnamento accademico, sono solo satelliti di un sistema molto più complesso e capillare, che il genio di Mari è stato e sarà sempre.

Il designer, secondo Mari, non si sarebbe dovuto limitare alla creazione di oggetti belli e forme piacevoli: l’aspetto funzionale era imprescindibile, così come lo era l’efficienza delle scelte progettuali in campo di materiali e lavorazioni, non può esservi poesia senza metodo.

Mari recupera lo slogan del movimento Arte cinetica, conosciuto anche come Arte Programmata, di cui era stato esponente in gioventù, che cita: “il nostro scopo è fare di te un partner“. L’utente non è più consumatore passivo, ma diventa un fruitore di un oggetto e di un processo (quello del design) in cui ha una parte attiva.

Secondo un altro grande del design italiano, Alessandro Mendini, Mari non è un designer, se non ci fossero i suoi oggetti mi importerebbe poco. Mari invece è la coscienza di tutti noi, è la coscienza dei designers, questo importa.

Toccante ed emozionante è stato l’addio di Stefano Boeri: “Te ne vai da gigante“. Un addio molto intenso per il re del design made in Italy.

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