McCartney a Napoli: polemica sui rimborsi del concerto Niente soldi, solo voucher: migliaia di fan protestano

Se si fosse trattato solo di un brutto sogno, tra meno di un mese, il prossimo 10 giugno a Piazza Plebiscito a Napoli, si sarebbe tenuto l’attesissimo concerto di Paul McCartney. E invece (altro che brutto sogno) la pandemia da Covid-19 è una realtà che, nonostante la tanto agognata Fase2, continua a far sentire i suoi effetti in ogni aspetto: proprio in questi giorni, è in corso la polemica che gravita attorno ad uno dei tantissimi eventi previsti ed annullati nell’ottica della prevenzione del contagio.

La cancellazione del concerto della star planetaria, oltre alla delusione per migliaia di fan, ha infatti portato con sé anche una certa scia di reazioni abbastanza dure per il mancato rimborso dei 17mila biglietti venduti.

Mimmo D’Alessandro, promoter italiano di Paul McCartney  insieme ad Adolfo Galli, ha dichiarato che gli appassionati di musica, per sostenere il settore, dovrebbero accettare il voucher della durata di 18 mesi, considerato che anche gli alberghi e le compagnie aeree stanno rimborsando pernottamenti e voli in voucher.

Secondo il Codacons, il meccanismo del voucher come forma di rimborso sarebbe “assurdo” e non rispettoso dei diritti dei consumatori in base al codice civile. Non si esclude la possibilità di un’azione legale collettiva da parte del presidente dell’associazione dei consumatori Carlo Rienzi, il quale sottolinea il diritto del consumatore, in caso di evento annullato, alla restituzione dei soldi versati.

Coloro che hanno acquistato biglietti per concerti e spettacoli annullati in Italia, possono inviare una segnalazione al Codacons all’indirizzo mail info@codacons.it o richiedere assistenza al numero 89349966.

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