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martedì, 19 Ottobre 2021

Manovra 2020, niente assegno unico per figli a carico

Governo, Nuova manovra economica, nel 2020 non ci sarà l’assegno unico per i figli a carico. La misura resta valida in potenza

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Emanuele Marino
Giornalista pubblicista, nonché studente universitario iscritto alla facoltà di Lettere Moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II

Pessime notizie per tutti coloro che speravano nell’ottenimento di un assegno unico per i figli a carico, la misura resta tra gli obiettivi del governo, ma non verrà inserito all’interno della legge di Bilancio slittando al 2021.

La discussione riguardante la Nadef è stata ripresa al Senato, la risoluzione è stata votata dalla maggioranza con 169 voti favorevoli.

“Le politiche per il sostegno alle responsabilità familiari rappresentano una strategia di lungo respiro che vogliamo ampliare con il riordino e la semplificazione dei diversi strumenti. Abbiamo vari bonus, non un unico assegno come Germania, Francia e Gran Bretagna. Il riordino di questi strumenti è l’obiettivo di medio periodo perché è un tema di grande complessità: non riusciremo ad affrontarlo in questa legge di bilancio. Non ci saranno condoni, a differenza delle precedenti: chiudere la stagione di condoni e sanatorie è una delle misure più forti per il recupero di un ammontare di evasione che è elemento di ingiustizia sociale e sleale concorrenza degli attori. Nessuna tassa sul contante, nessuna misura restrittiva sui consumatori ma c’è la volontà di incentivare i pagamenti elettronici“, ha affermato il viceministro Misiani, affermando che il governo giallorosso non si limiterà a disattivare le clausole di salvaguardia nel 2020, ma vuole intervenire anche riguardo l’Iva “in misura molto consistente negli anni successivi. Puntiamo a lasciare alla prossima legge di bilancio un’eredità meno pesante di quello che ci siamo trovati a fronteggiare“.

Parlando invece di di Quota 100, Misiani afferma che “Sta costando molto meno, le domande sono il 35% in meno rispetto alle previsioni. E’ intenzione del governo non rinnovare questa che è una misura strumentale e mandarla alla scadenza del 2021. Abbiamo in mente un modello di flessibilità del sistema pensionistico diverso e ne discuteremo con le parti sociali“.

 

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