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lunedì, 24 Gennaio 2022

L’arcipelago Li Galli: “là dove cantavano le sirene”

L'arcipelago Li Galli è una location di incontaminata bellezza, sospesa tra arte e cultura, mito e leggenda, tra natura selvaggia, elegantemente raffinato.

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L’arcipelago Li Galli si trova a Sud della Penisola sorrentina; un luogo di incontaminata bellezza e tanta suggestione.

Tre sono le isole che appartengono all’arcipelago Li Galli: Gallo Lungo, La Rotonda e Dei Briganti, quest’ultima meglio conosciuta come La Castelluccia.

L’arcipelago fa parte dell’area protetta di Punta Campanella e rientra nel comune di Positano.

Ammirandone i confini dall’alto, si palesa agli oggi l’immagine di un Gallo (la denominazione della più grande tra le isole che compongono l’arcipelago è proprio Gallo Lungo); Le isole dell’arcipelago dividono Capri da Positano, sembrano formare nell’azzurro del mare, il profilo di un grande delfino.

Arcipelago Li Galli: tra storia e suggestione

Le tre isole furono descritte per la prima volta da Strabone, erudito greco del I secolo a.C., in due brani della sua opera Geografia, individuandole come sedi delle sirene e dando loro il nome di Sirenuse.

L’arcipelago Li Galli, conosciuto in tutto il mondo ed amato dai tanti turisti che ogni anno vi giungono in esplorazione, è particolarmente rinomato per “Il mito delle sirene” ad esso riferito.

Fu Omero a scegliere quegli scogli come dimora delle mitologiche figure marine, sontuosamente misteriose, proprio come l’area della quale parliamo.

Si racconta che, le sirene, ben nascoste tra gli scogli, ammaliassero con il loro canto i pescatori di passaggio, le cui barche inesorabilmente naufragavano. Solo due navi riuscirono ad evitare che ciò accadesse; la nave di Ulisse, di ritorno dalla guerra di Troia e quella degli eroici Argonauti.

Il fondo del mare nei pressi delle isole ha conservato e si presume che ancora oggi vi siano relitti di navi, oggetti appartenuti ad un passato senza tempo.

L’arcipelago Li Galli, nonostante sia una zona turistica di forte attrazione, conserva quella meravigliosa incolumità che  ancora oggi ammalia gli occhi dei visitatori; da quando fu scoperta la zona, ricoperta da tantissime rovine di epoca romana, l’arcipelago non ha subito modifiche da parte dell’uomo, e continua ad essere perfettamente integrata al contesto che la circonda.

Le isole dell’arcipelago Li Galli, hanno conquistato sin dal passato, letterati, storici, geologi, musicisti, poeti ed artisti, non solo per l’evidente bellezza che ancora oggi è impossibile descrivere, ma per la forte aurea di suggestione e mistero che le contraddistinguono.

Un luogo paradisiaco, dove trascorrere qualche ora in totale relax, senza disturbi esterni, abbandonandosi al richiamo del mare, proprio come i pescatori attratti dal canto delle sirene.

Le isole dell’Arcipelago, due acquisti importanti

Negli anni Venti del Novecento, Li Galli furono acquistati da Leonid Fëdorovič Mjasin, coreografo russo naturalizzato statunitense, cconosciuto con il nome di Léonide Massine. Il ballerino giunse per la prima volta in Italia nel 1917 insieme con Pablo Picasso, Jean Cocteau e la compagnia dei Balletti Russi di Sergej Djagilev per una serie di spettacoli al teatro San Carlo di Napoli.

Attualmente il proprietario di Li Galli è un albergatore sorrentino che lo acquistò nel 1994 dopo la morte del coreografo russo.

Le isole dell’arcipelago sono raggiungibili da Positano con imbarcazioni o gommoni, per un’esperienza che lascerà senza fiato.

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