La colmata di Bagnoli e la Coppa America. Pro e contro. Il Progetto Bagnoli è la più rilevante operazione integrata di risanamento ambientale e di rigenerazione urbana in Italia e tra le più importanti in Europa.
Ha l’obiettivo restituire a Napoli un’area di rilevante bellezza paesaggistica, promuovendo il recupero ambientale, la rifunzionalizzazione dei manufatti di archeologia industriale e la creazione di nuove attività.
La premessa
Del risanamento ambientale e urbanistico di Bagnoli si parla tuttavia almeno da 35 anni. Ossia da quando l’acciaieria ha smesso definitivamente la propria attività. Progetti e discussioni sulla destinazione dei suoli dell’ex area industriale susseguitisi senza fine. Finora a partire dal 1996, anno di inizio dei lavori per la dismissione, è stato inaugurato solo il pontile-passeggiata a mare (a parte Città della Scienza, ma questa per merito della Fondazione IDIS, di iniziativa privata) .
Tutto il resto è rimasto sulla carta, o incompiuto e parzialmente vandalizzato ( vedi cittadella dello sport e porta del parco pubblico). Con l’assegnazione dell’America’s Cup alla città di Napoli Bagnoli ha visto un’improvvisa accelerazione dei progetti in cantiere. Ma le discussioni e le polemiche non si sono placate.
Sopratutto sulla questione della cosiddetta colmata. Perché si è arrivati dunque alla decisione di mantenerla e non rimuoverla ? Senza entrare in dettagli troppo tecnici riassumiamo brevemente i termini della questione.
La questione Bagnoli
Quando ad inizio Novecento l’industria siderurgica vi si insediò, Bagnoli era una zona periferica poco abitata, frequentata sopratutto per le cure termali e i bagni di mare.
Nel 1910 l’insediamento dell’acciaieria Ilva trasformò il sito nel centro siderurgico tra i più grandi d’Europa, ma anche in una delle aree industriali più inquinate d’Italia. La spiaggia di Coroglio, un tempo molto frequentata dai napoletani, cadde per questo in progressivo abbandono.
Nel dopoguerra si ebbe un notevole sviluppo edilizio del quartiere , che circondando lo stabilimento industriale, gli impedirono ogni possibilità di espansione a terra. Perciò nel 1963 per ampliare la fabbrica venne realizzata una colmata di terreno di 20 ettari a mare ( che occuparono metà della storica spiaggia) utilizzando gli scarti della produzione dell’acciaio. Ma non solo. Da alcune foto dell’epoca si vede chiaramente come una parte del materiale usato provenisse dalla demolizione di edifici lungo Via Coroglio.
Tuttavia a partire dal dopoguerra il calo della produzione siderurgica e la crescente attenzione ai temi della salute e dell’ambiente provocarono, dopo ripetute interruzioni e riprese della produzione, la definitiva chiusura della fabbrica. Avvenuta nel 1990 con l’ultima colata e il successivo spegnimento dell’«area a caldo»
Dopo la chiusura dell’Italsider, una legge dello Stato del 1996 impose la rimozione della colmata, assieme alla bonifica dei suoli ( con i costi posti a carico dell’Ilva, cioè dell’inquinatore)
Ma ciò nonostante già nel 2003 Comune, Regione e Governo firmarono un accordo di programma per scavare un porto all’interno della colmata. Il progetto entusiasmò l’opinione pubblica, per l’idea di ospitare la Coppa America a Bagnoli. Però l’accordo di programma decadde perché alla fine fu scelta Valencia. Nuovamente nel 2011 la colmata fu riproposta come sede per la Coppa America, ma senza esito anche stavolta.
Pro
La colmata di Bagnoli e la Coppa America. Pro e contro. I sostenitori del mantenimento ( Sindaco Manfredi in testa) affermano che la loro posizione si basa sul pragmatismo ( ossia una scelta non ideale ma realistica) In questi anni in effetti l’Amministrazione Comunale ha studiato varie ipotesi per la rimozione della colata (195.000 metri cubi di terreno)
Una prevedeva che il materiale rimosso andasse a Piombino per opere portuali. Ritenuta troppo complessa anche per la distanza, si è allora ventilata quella di riciclare il materiale nel porto di Napoli, zona orientale, per il prolungamento della darsena di levante. Anche questa ipotesi è tuttavia rapidamente tramontata.
Dati anche i costi elevati, stimati in circa 200 milioni di euro nel 2007 per ampliare il porto di Piombino; circa 600 milioni di euro per l’ampliamento del Porto di Napoli.
Alla fine il Commissariato per la bonifica ( presieduto dallo stesso Manfredi) ha concluso che toglierla è opera irrealizzabile e ha deciso pertanto di sigillarla ( la cosiddetta tombatura) . Solo il 10% del materiale verrà rimosso.
Le dichiarazioni di Gaetano Manfredi
«Io sono sempre aperto al dialogo con tutti, però dobbiamo parlare di dati tecnici, fatti scientifici, perché altrimenti se si continua a parlare di ideologia alla fine continueremo altri 30 anni a tenere Bagnoli così ed io non voglio essere complice di un fallimento» ha dichiarato Manfredi.
Secondo il quale l’anticipo dei lavori in vista della competizione ha poche modifiche rispetto al quadro originario. «L’unica cosa che è cambiata è la conservazione della colmata, perché dal ministero ci hanno sottolineato che la sua eliminazione avrebbe avuto un impatto ambientale maggiore rispetto al tombamento, soluzione più sostenibile. Se si fosse tolta la colmata, occorreva portare via 1,4 milioni di metri cubi di materiale, che richiedevano 200mila camion e quattro anni di lavoro. Un’opera irrealizzabile».
Il Sindaco-Commissario ricorda anche che nel 2023 è stata completata la bonifica dell’amianto di cui si parlava già alla fine degli anni ’90.
Manfredi precisa inoltre che ai due lati della colmata ricoperta ci saranno comunque due spiagge abbastanza lunghe .E che la stessa colmata, dopo aver avuto la funzione di base logistica dei team della Coppa America, terminata la competizione velica sarà rivestita da strutture ludiche e balneari.
Contro
La colmata di Bagnoli e la Coppa America. Pro e contro. Da molti anni Italia Nostra è in prima fila per la rimozione della colmata . Questa è composta da pietre (le loppe di altoforno) ed è per due terzi pulita e per un terzo inquinata dei medesimi inquinanti dell’area (sopratutto idrocarburi policiclici). Pertanto, afferma l’associazione, le parti pulite potrebbero essere usate per le opere previste a terra, come quelle contaminate, dopo essere state pulite.
Più recentemente contesta la tombatura della colmata anche la rete “No America’s cup” ( Medicina Democratica, l’Assise di Bagnoli, Bagnoli Informazione e l’Assise di Palazzo Marigliano). Che ha presentato un esposto in Procura, ipotizzando reati vari, dall’inquinamento al disastro ambientale.
”Parola d’ordine pur di accogliere l’ America’s Cup – dicono i comitati – è stata ‘fare in fretta’ e così – sottolineano nell’esposto – dal patto per Bagnoli (firmato dal commissario per la riqualificazione di Bagnoli Manfredi e dalla Premier Meloni), in avanti sono state adottate procedure di ‘semplificazione’, bypassando leggi che imponevano la bonifica del sito con la rimozione della colmata”.
Contestata la tecnica del capping che sta ricoprendo con strati di tessuto isolante i suoli e che sarà applicata, dopo il dragaggio delle parti contaminate, anche sui fondali marini.
Nell’esposto sono allegati studi che riporterebbero a Bagnoli una percentuale di casi di mesotelioma pleurico tre volte superiori alla media. Oltre ad altri dati di analisi dei suoli e dei fondali da cui emergono inquinanti pericolosi , come idrocarburi e metalli.
Per concludere i contrari chiedono attraverso la rimozione il ripristino della linea di costa, il che significa una spiaggia continua tra il lato Nisida-Coroglio e quello di Bagnoli-Pozzuoli.
Il futuro di Bagnoli
A prescindere da questa controversia, il destino di Bagnoli sembra comunque ad una svolta, dopo anni e anni di attese. Vari progetti in cantiere aspettano la Coppa America come volano trascinatore . Una nuova stazione della metro linea 2 in corrispondenza di Porta del Parco, interventi sulle strade del quartiere, riqualificazione di Lido Pola, una serie di piazze a mare.
E poi l’apertura del grande parco urbano e il completamento del parco dello sport abbandonato da 15 anni, che sarà affidato alla Guardia di Finanza.
E ancora la riqualificazione di Via Coroglio, del pontile sud e del pontile nord ai due lati della colmata (quello davanti invece sarà smantellato) e la realizzazione di una piazza a mare davanti a Città della Scienza, nella zona incendiata. L’amministrazione sta anche studiando una destinazione d’uso delle archeologie industriali di pregio, in particolare l’acciaieria.
Per concludere, ritornando alla colmata, per ora resta. Resterà per sempre ? Non ci resta che attendere. Ma le polemiche, quasi certamente, continueranno ancora.












