Potrebbe essere Raye la voce scelta per il prossimo capitolo della saga di James Bond.
È questa l’indiscrezione che nelle ultime settimane sta facendo discutere il mondo della musica e del cinema. A svelare, involontariamente, qualcosa in più è stata proprio la cantautrice britannica, tradita dall’emozione durante una breve intervista sul red carpet degli iHeartRadio Music Awards a Los Angeles.
Alla domanda diretta sul suo possibile coinvolgimento nel nuovo film di 007, Raye è parsa visibilmente agitata e ha risposto: «Non so cosa dire, sono nervosa. No, non c’è nessuna voce. Ora sto diventando rossa e sembra che ci sia una voce. Ma no, non ci sono voci».
Le sue parole, più che smentire, hanno finito per alimentare ulteriori sospetti. La cantante ha subito dopo aggiunto, con tono più leggero: «Ovviamente, se mai volessero contattarmi a riguardo, la mia casella di posta elettronica è aperta».
Per il momento nulla è ancora ufficiale. La corsa a diventare la “nuova voce di Bond“, infatti, è tutt’altro che chiusa. Negli ultimi mesi, diversi artisti di fama internazionale sono stati accostati al film, star del calibro di Dua Lipa e Harry Styles, ma anche nomi emergenti come Olivia Dean.
Una competizione che non riguarda solo la popolarità. In gioco c’è la capacità di saper raccogliere un’eredità importante come quella delle iconiche canzoni di James Bond, da sempre elemento centrale dell’identità della saga.
Basti pensare a brani come Skyfall di Adele o No Time to Die di Billie Eilish. Entrambi i brani hanno vinto l’Oscar e contribuito a definire l’immaginario collettivo legato a 007. Non semplici colonne sonore, ma successi globali con vita autonoma.
Perché proprio Raye per la canzone del prossimo James Bond?
Se il nome di Raye dovesse essere confermato, non si tratterebbe di una scelta casuale. Oggi è una delle figure più conosciute della scena musicale internazionale. Il suo successo globale è legato a brani come Escapism e Where is my Husband, che l’hanno portata in cima alle classifiche di tutto il mondo.
Ma dietro questi risultati c’è un percorso non proprio lineare. Dopo anni come autrice per altri artisti e un rapporto difficile con la propria casa discografica, che a lungo ha ostacolato l’affermazione come solista, Raye ha scelto nel 2021 di rompere il contratto e intraprendere una carriera indipendente.
Da quel momento in poi ha potuto esprimere liberamente la propria identità artistica, arrivando a conquistare nel 2024, ai BRIT Awards, sei premi in una sola notte.
A rafforzare ulteriormente il suo profilo è l’uscita recente del suo album This Music May Contain Hope, pubblicato il 27 marzo 2026. Più che un semplice disco, il un progetto è fortemente orchestrale ed è stato definito come una sorta di “musical”, un’opera teatrale che accompagna l’ascoltatore in quattro diverse stagioni: autunno, inverno, primavera e estate. Un viaggio emotivo, fatto di dolore, ironia e rinascita.
Un lavoro ambizioso e arricchito anche dalla collaborazione con Hans Zimmer, tra i più grandi compositori di colonne sonore al mondo come Interstellar, Inception e Il re leone.
Il brano realizzato insieme è Click Clack Symphony, non una semplice canzone. Ma un vero e proprio manifesto artistico che unisce orchestrazioni e sensibilità pop, alternando parti parlate e cantate, avvicinandosi apertamente al linguaggio del cinema.
Stimata nell’ambiente e considerata un’artista completa, Raye sembra avere tutte le carte in regola per affrontare una delle sfide più prestigiose della musica internazionale: firmare un brano per la saga di James Bond e trasformarlo, ancora una volta, in un successo globale.





