Il Monte Mayon nelle Filippine, il vulcano torna attivo: evacuate quasi 1.500 famiglie
Il Monte Mayon nelle Filippine è tornato a far paura. Il vulcano più attivo dell’arcipelago ha registrato un’intensificazione dell’attività nelle ultime ore, costringendo le autorità a evacuare quasi 1.500 famiglie nelle aree più esposte della provincia di Albay. Secondo i dati dell’Istituto filippino di vulcanologia, il vulcano è entrato in una fase di attività magmatica persistente, con frequenti crolli del materiale lavico e flussi lungo i canaloni del cratere principale. Le operazioni di evacuazione sono state avviate in via precauzionale dopo l’aumento delle emissioni di cenere, gas e lava, segnali che indicano una possibile escalation dell’attività eruttiva.
Allerta alta e zone interdette
Le autorità filippine hanno dichiarato un livello di allerta elevato, livello di allerta 3 in gergo tecnico, imponendo l’accesso limitato nelle aree circostanti il vulcano. Vietati anche i voli nelle vicinanze del cratere, mentre le squadre di emergenza monitorano costantemente la situazione.
Il principale pericolo è rappresentato dalle colate piroclastiche, flussi estremamente veloci di gas, cenere e materiale vulcanico ad altissima temperatura che possono scendere lungo i fianchi del vulcano e raggiungere rapidamente le aree abitate. Sono inoltre segnalate cadute di cenere in diverse città, emissioni di gas vulcanici, frane e crolli dal cratere, divieti di accesso entro la zona di pericolo (6–8 km).
Evacuazioni e impatto sulla popolazione
Le famiglie evacuate sono state trasferite in centri di accoglienza temporanei, distribuite in oltre 52 villaggi nella provincia di Albay, una delle aree più esposte del Paese. Tuttavia, il numero degli sfollati potrebbe aumentare se l’attività del Monte Mayon Filippine dovesse intensificarsi nei prossimi giorni. Molti residenti delle aree rurali hanno già sperimentato in passato gli effetti delle eruzioni del Mayon, che spesso comportano distruzione di abitazioni, raccolti compromessi e problemi sanitari legati alla cenere vulcanica. In precedenti fasi dell’eruzione, il numero degli evacuati aveva superato anche le decine di migliaia di persone, a conferma della vulnerabilità della zona.
Un vulcano tra i più attivi al mondo
Il Monte Mayon è considerato uno dei vulcani più attivi e pericolosi del pianeta. Situato sull’isola di Luzon, è noto per la sua forma quasi perfettamente conica e per la frequenza delle sue eruzioni. Questi i suoi numeri : altezza di circa 2.462 metri, oltre 50 eruzioni registrate in epoca moderna, inserito nell’Anello di Fuoco del Pacifico, area densamente abitata ai suoi piedi.
Il vulcano è anche una delle principali attrazioni turistiche del Paese, ma la sua attività lo rende costantemente sotto stretta osservazione scientifica. L’eruzione attuale è iniziata a gennaio 2026 e continua in modo intermittente, con fuoriuscite di lava dal cratere e accumulo di materiale magmatico. Gli esperti parlano di una “eruzione effusiva persistente”, caratterizzata da colate laviche continue, esplosioni moderate, frane incandescenti, emissioni elevate di anidride solforosa.
Rischio eruzione e monitoraggio continuo
Gli esperti non escludono un peggioramento della situazione. Sebbene l’eruzione non abbia ancora raggiunto livelli esplosivi, l’aumento della pressione interna del vulcano potrebbe portare a eventi più violenti. Le autorità invitano la popolazione a rispettare le zone di sicurezza e a seguire le indicazioni ufficiali, mentre prosegue il monitoraggio continuo del vulcano,
Il caso del Mayon riporta l’attenzione sulla vulnerabilità delle Filippine ai disastri naturali. Le Filippine si trovano lungo una delle aree geologiche più attive del mondo, il cosiddetto Anello di Fuoco del Pacifico. Questo comporta frequenti eruzioni vulcaniche, terremoti ricorrenti, tifoni e disastri naturali stagionali.
Le prossime ore saranno decisive per capire se l’attività si stabilizzerà o se si avvierà una nuova fase eruttiva più intensa.





