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Il comitato dei medici dice NO ad un nuovo trapianto

Il comitato dei medici dice NO ad un nuovo trapianto, è quanto si è appreso oggi pomeriggio, 18 febbraio. Una notizia raggelante.

Le condizioni del bambino di Napoli non sono compatibili con il trapianto, la decisione arriva come una doccia fredda. Ieri sera la notizia dell’arrivo di un cuore compatibile aveva fatto tirare un sospiro di sollievo, facendo ben sperare.

Oggi invece, la brutta notizia, quel cuore non può essere trapiantato al bimbo di due anni e mezzo, perché le sue condizioni non lo permettono.

Il consulto collegiale riunito all’ospedale Monaldi di Napoli, con specialisti provenienti dai principali centri italiani di trapianto cardiaco pediatrico, ha espresso parere negativo a un nuovo trapianto di cuore per Domenico.

“Le condizioni del bambino non sono compatibili con un nuovo trapianto”, ha comunicato l’Azienda ospedaliera dei Colli, al termine di un confronto definito “quanto più completo e ampio possibile“, fondato sulle valutazioni cliniche al letto del paziente e sugli ultimi esami strumentali.

Il comitato dei medici dice no al trapianto

Il legale aveva inoltre riferito che le possibilità di riuscita dell’eventuale intervento erano stimate intorno al 10% e che, secondo quanto si apprende, l’unico cardiochirurgo disponibile ad operare nuovamente il bambino sarebbe stato lo stesso che aveva eseguito il primo trapianto.

Una svolta drammatica rispetto alle aspettative; la notizia di un secondo trapianto aveva riacceso le speranze per il piccolo di due anni, spente dalla commissione di medici riunitasi stamattina. Tutto si è rivelato vano e la stessa mamma del bambino ha espresso la propria rassegnazione sulle condizioni del figlio. Domenico è tenuto in vita da una macchina e nelle ultime ore sono insorte una serie di problematiche fisiologiche gravi, quali: emorragia cerebrale, infezione non controllata, insufficienze multiorgano. 

Ricordiamo che sul piano giudiziario proseguono le indagini della Procura di Napoli, sulle responsabilità relative al primo trapianto, avvenuto il 23 dicembre, con un cuore poi risultato danneggiato, perché trasportato male e da mani inesperte.

Gli ispettori del ministero stanno provando a ricostruire la serie di errori compiuti, cercando di fare luce su quanto accaduto.