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venerdì, 30 Settembre 2022

Civita Giuliana, trovate due vittime dell’eruzione

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Eva Maria Pepe
Laureata in Lettere classiche, ama l'arte, la letteratura, i viaggi. Il suo più grande sogno è diventare scrittrice.

Una nuova eccezionale scoperta è stata fatta nel Parco Archeologico di Pompei. Grazie alla tecnica dei calchi, gli studiosi hanno ritrovato le tracce di due corpi misteriosi. In località Civita Giuliana, a circa 700 metri a nord della zona archeologica, nel 2017 gli archeologi avevano portato alla luce una villa suburbana. La parte servile della villa era stata già resa nota grazie al ritrovamento delle tracce di alcuni cavalli. Il ritrovamento e le indagini sono avvenute grazie ad alcune ricerche dei Carabinieri di Torre Annunziata finalizzate al traffico illecito dei tombaroli.

La prima vittima di Civita Giuliana

Grazie all’affinamento della tecnica calcografica, l’immagine dei due corpi presenta dettagli soprendenti. La prima vittima è quasi sicuramente un giovane tra i 18 e i 23 anni. La sua altezza è di circa 1,56 mt. Le ossa del cranio sono ancora visibili. Indossa una tunica abbastanza corta, di cui è possibile vedere il panneggio sul ventre. Dall’analisi dei tessuti sembra che si tratti di un materiale pesante, probabilmente di lana.

Analizzando la sua colonna vertebrale si vedono una serie di vertebre schiacciate e piuttosto malridotte. Per questo l’ipotesi più comprensibile ad oggi è che si tratti di una persona che si occupa di lavori pesanti e quindi probabilmente uno schiavo.

La seconda vittima di Civita Giuliana

La seconda vittima invece sembra guardare a terra. Il suo volto verso il pavimento ha permesso la determinazione delle labbra e del mento. Le gambe sono divaricate e le ginocchia piegate. Dall’analisi dei tessuti del suo abbigliamento si capisce che fosse più articolato. Pare che l’uomo avesse sulla spalla sinistra un mantello di lana.

Analizzando tracce di tessuti presenti sul braccio sinistro invece gli esperti hanno trovato un altro tipo di fibra che sembrerebbe suggerire la presenza di una tunica più leggera. L’altezza dell’uomo è di circa 1,62 mt e dall’analisi dei resti sembrerebbe avere un’età compresa tra i 30 e i 40 anni. Gli esperti hanno ipotizzato che si trattasse del padrone dello schiavo.

La fuga dall’eruzione

Il luogo del ritrovamento è interessante. I due corpi si trovavano nel criptoportico, ovvero un corridoio di passaggio della villa, che consentiva l’accesso al piano superiore. A confermare la posizione dei due uomini tracce forti di intonaco sui due cadaveri, che probabilmente proveniva dalla struttura del piano superiore crollata durante l’eruzione.

Insomma si tratta di due persone che stavano cercando di fuggire dalla furia dell’eruzione. Infatti durante la prima fase dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., le prime vittime furono proprio quelle rimaste intrappolate dagli ambienti. Il materiale vulcanico e i lapilli provocarono il crollo di tantissimi edifici.

Nella seconda fase dell’eruzione, il materiale piroclastico invase tutti gli spazi e le persone morirono per shock termico. I corpi rimasero nella posizione in cui si trovavano quando furono investiti dal flusso e il materiale cineritico solidificato ne ha permesso la conservazione.

L’importanza del parco archeologico di Pompei

Il Ministro per i beni e le attività culturali Dario Franceschini ha commentato così la scoperta: “Questa scoperta straordinaria dimostra che Pompei è importante nel mondo non soltanto per il grandissimo numero di turisti ma perché è un luogo incredibile di ricerca, di studio, di formazione. Sono ancora più di venti gli ettari da scavare, un grande lavoro per gli archeologici di oggi e del futuro”.

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