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martedì, 25 Gennaio 2022

Cellule tumorali: la ricerca fa passi avanti contro il cancro

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Una nuova ricerca nel campo delle cellule tumorali potrebbe aver portato alla scoperta di un possibile punto debole del cancro.

La scoperta, che potrebbe rappresentare una svolta nel campo medico, è stata pubblicata sulla rivista Nature e si deve ad un gruppo internazionale di ricerca coordinato dall’Università di Tel Aviv in collaborazione con l’Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) e l’Università Statale di Milano.

Si tratta di una modifica a livello genetico che può essere usata come bersaglio per colpire il cancro. Una modifica che a livello genetico apporta dei cambiamenti delle cellule tumorali, detta aneuploidia.

Questa potrebbe essere il punto di svolta ed essere usata come bersaglio per colpire il tumore attraverso alcune molecole.

L’aneuploidia è, in sostanza, un cambiamento nel numero delle copie di cromosomi. Infatti, tutte le cellule umane sono composte da 46 cromosomi, a differenza di quelle tumorali che invece ne hanno di più o di meno.

Fino ad oggi però, questa anomalia delle cellule tumorali del cancro non era mai stata sfruttata come punto debole per una possibile cura, sopratutto a causa della mancanza degli strumenti per creare dei modelli in vitro di cellule aneuploidi.

Per meglio chiarire i risultati della ricerca ci sono del dichiarazioni rilasciate da uno dei ricercatori dello studio, Stefano Santaguida: “Abbiamo dimostrato che l’aneuploidia, che si trova nel 90% dei tumori solidi e nel 75% di quelli ematologici, può essere di per sé un bersaglio. Non solo: abbiamo trovato delle molecole, gli inibitori del cosiddetto Sac (spindle assembly checkpoint), capaci di interferire con l’aneuploidia e sfruttarla per mirare e colpire le cellule cancerose.

I ricercatori che hanno preso parte alla scoperta, in particolare quelli dell’Istituto Europeo di Oncologia hanno creato delle librerie, come spiegato da Marica Ippolito, del gruppo di ricerca: “delle librerie di linee cellulari aneuploidi e dimostrato un’alta dipendenza delle cellule aneuploidi dai geni coinvolti nel corretto funzionamento del Sac, il macchinario cellulare deputato alla divisione cellulare, attraverso cui ogni cellula genera due cellule figlie. Inibendo il Sac, le cellule aneuploidi muoiono. Si apre quindi la prospettiva di usare questi inibitori come terapia anticancro.”

Gli stessi, inoltre, stanno anche cercando di capire se queste cellule tumorali dette aneuploidi, possano o meno avere a che fare con lo sviluppo di determinate resistenze alle cure chemioterapiche.

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