A Pompei un teatro già nel IV Sec aC

L'ipotesi posta in giornata è il risultato degli ultimi scavi, aventi un effetto rivoluzionario sul mondo ellenistico romano nella città campana sepolta il I sec d.C.

Dopo le recenti scoperte emerse dagli scavi nei Regi del sito di Pompei, che hanno portato una più esatta collocazione dell’eruzione, ma anche di alcune ricostruzioni del genere di vita nel misticismo campano, oggi una nuova ipotesi è stata dedotta dagli ultimi risultati.

Secondo tale ipotesi,  la recente cava emersa dal sito celeberrimo aperto da re Carlo di Borbone, ci sarebbero tutti gli indizi che portano a formulare la presenza di un teatro antecedente al II sec a.C. .

Nella Cavea naturale, era già predisposta una forma semicirconferente  atta alla fruizione all’intero uditorio, sfruttando le prime leggi, rudimentali, alquanto intuitive, dell’ acustica.

Dai recenti sopralluoghi, i muri adiacenti sarebbero antecedenti a quelli della odierna struttura, avvalorando la tesi che nel IV sec a.C. una struttura teatrale sia presente.

I geologi spiegando hanno confermato lo sfruttamento dell’area in cui vigeva nel II sec il teatro, ma avvallando sempre più l’ipotesi di una presenza strutturale architettonico nell’area, a cui solo il successivo lavoro degli archeologici. potrà dar conferma se il teatro rientrasse nell’opera di ristrutturazione urbana della città intrapresa nel II sec aC, oppure di costruzione antecedente.

Lo stesso direttore del parco archeologico di Pompei, Osanna, intervenendo alla rassegna “Pompei Theatrum Mundii” , che si terrà tra giugno e luglio del prossimo anno, ha precisato che dai rilevamenti saranno predisposti consoni studi, i quali insieme a quelli dell’ultimo biennio stanno sempre più dando colore all’ arazzo di questa realtà vicina quanto enigmatica.

 

 

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